ADL si sta rassegnando, ma Gattuso deve "togliere" la maschera per la conferma. Il retroscena


Redazione
Rassegna Stampa
14 FEB 2020 ORE 14:34

L'edizione odierna del Roma ha fatto il punto della situazione sul futuro di Gennaro Gattuso e del momento ondivago che sta vivendo la squadra azzurra.

"Sono disposto anche a fare un allenamento in meno purché ci sia brillantezza e voglia di sacrificarsi. Ma noi dobbiamo prepararci bene, questo conta. Poi ci facciamo il segno della croce e andiamo in campo, perché non so quello che succederà". O la partita brutta come quella contro il Lecce (ma mettiamoci anche la Fiorentina) o una prestazione bella e solida come quella contro l’Inter mercoledì scorso. Il Napoli è questo: imprevedibile, o meglio inaffidabile. Ma se Gattuso, l’allenatore, deve farsi “la croce” e sperare, figuriamoci i tifosi. Il problema è stato evidenziato, con estrema sincerità, anche dal tecnico. Il rendimento della squadra è imprevedibile, e dopo una grande prestazione ne può arrivare una sconcertante. Come quelle che hanno portato gli azzurri a perdere ben sei partite in casa, una sequenza di risultati disastrosi che non si vedeva dalla stagione 97/98, quella della vergognosa retrocessione in Serie B con appena 14 punti in campionato. L’allenatore azzurro nel dopo gara di Coppa Italia è stato bersagliato da una domanda scontata: «Ma qual è il vero Napoli?». Con candida sincerità e chiarezza, Gattuso ha risposto che semplicemente non lo sa. Eppure è un bel problema: perché il Napoli nelle coppe ha un bel rendimento. È agli ottavi di Champions League e il 25 febbraio sfiderà il Barcellona al San Paolo. In Coppa Italia deve giocare la semifinale di ritorno contro l’Inter, dopo aver vinto la gara d’andata per 1-0. Una sfida in casa che mette in discesa la strada verso la finale.

Ci sono le possibilità per vincere la Coppa Italia e conquistare un posto in Europa League. Niente male. Eppure il campionato resta cruciale, importante. Lo è tanto per i tifosi, ma anche per la società. La classifica è deficitaria: troppo pochi 30 punti, e lo sono anche per avere la certezza di lottare fino alla fine per un posto in Europa League. La Champions League, invece, è già lontana. E De Laurentiis pare si stia rassegnando a non vedere più il suo Napoli nell’Europa che conta dopo quattro anni consecutivi. Ecco perché Gattuso deve sbrigarsi a togliere la maschera al suo Napoli, per svelare il vero volto e provare a garantirsi la conferma. Che sembra essere più che mai in discussione, ma forse è appesa proprio alle coppe. L’allenatore sa che non possono bastare, ma in caso di vittoria in Coppa Italia e bella figura in Champions, qualcosa potrebbe accadere. Concentrazione, lavoro, per svelare il volto del vero Napoli. Non quello che ha preso ben 10 tiri in porta dal Lecce, ma quello attento e concentrato che ha messo in crisi la Juventus, e battuto con merito sia la Lazio che la Juventus.

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