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Sarnataro: "Caso Younes incredibile, il Napoli ne esce male. Episodio inaccettabile, a Milano..."

Scritto da Redazione in Interviste2 FEB 2018 ORE 19:04

"E' stato un errore ma il Napoli ha dimostrato di essere lontano da queste malizie. Purtroppo perchè gioca in Italia, per fortuna perchè professa un calcio propositivo e pensa a schierare sempre la migliore formazione possibile"

A mercato ormai chiuso, è il momento delle riflessioni e delle analisi. Il Napoli, oltre Machach, non è riuscito a comprare altri calciatori in grado di migliorare la rosa da mettere a disposizione del tecnico Maurizio Sarri. Di questo e di tanto altro abbiamo parlato con il collega Dario Sarnataro, giornalista del quotidiano Il Mattino e di Radio Marte.

I legali dell’Ajax stanno lavorando per cancellare il contratto tra Younes ed il Napoli: ti aspettavi questo epilogo?

"No, ma in parte spiegherebbe i motivi dell’incredibile “fuga” del calciatore. Con tutto il rispetto per i problemi familiari credo che siano insorte questioni economiche o addirittura inserimenti di altri club. Di certo il Napoli ne esce abbastanza male come immagine ma nel contempo, conoscendo la puntualità contrattualistica del club, credo si farà rispettare. Infatti ritengo che il Napoli abbia blindato il contratto da luglio e non retrocederà di un centimetro rispetto a quanto firmato. Poi se il calciatore ci ha ripensato, avrà problemi. Il Napoli con i contratti ci sa fare".

In generale, ti aspettavi un mercato simile da parte del duo De Laurentiis-Giuntoli? C’è chi ritiene che il patron sia arrabbiato con il suo direttore sportivo…

"Non me l’aspettavo ed è assolutamente negativo. Lo è perché il Napoli rischia molto a non avere alternative pronte in caso di assenza o poca ispirazione dei tre attaccanti. Lottando per lo scudetto, bisogna sempre prevedere ogni variabile e qualsiasi dettaglio. Avere un calciatore pronto subito (Milik credo sarà pronto per garantire un certo rendimento solo a marzo) non significa solo eventualmente sostituire uno degli attaccanti in caso di raffreddore ma anche dare un cambio di passo nel corso di una partita bloccata o per rimontare. Può darsi che De Laurentiis sia arrabbiato con il ds Giuntoli, le responsabilità sono tuttavia di tutti. Per me è inaccettabile che un presidente importante di un club glorioso come il Napoli vada a Milano per firmare il contratto di Verdi senza avere la certezza assoluta della sua accettazione della trasferimento".

Quante “responsabilità” si possono dare alla Juve sul mancato arrivo di Politano?

"La Juventus ha fatto la sua parte. I rapporti tra i due club sono noti a tutti e, pur essendo fastidioso ammetterlo, le alleanze di mercato sono lecite, almeno in questo calcio. Tuttavia il Napoli nei tempi ha sbagliato, avrebbe dovuto lasciare la trattativa al primo no invalicabile o fare l’offerta folle del 31 gennaio qualche giorno prima. Il mercato è imprevedibile, ma il Napoli ha subito la strategia del Sassuolo invece di dettarla".

La ricostruzione di De Laurentiis sugli ultimi minuti del calciomercato, ti convince? Perché ridursi alle ultime battute? E’ credibile?

"In parte ho risposto. E’ credibile perché da altre fonti ci assicurano che sia andata effettivamente così. Ciononostante non è assolvibile. Ripeto, un grandissimo club come il Napoli, con la sua storia, con la credibilità nazionale e internazionale riconquistata anche o soprattutto grazie a De Laurentiis, non può aspettare sino al 13 gennaio per avere una risposta da Verdi, che non è propriamente un top player, e insistere sino alle 22/23 dell’ultimo giorno di mercato per un calciatore bravo ma normale come Politano".

Il Napoli aveva bisogno di un terzino e di un attaccante polivalente: è arrivato il solo Machach. Come l’avrà presa Sarri?

"Non credo bene. Per la prima volta Sarri si è esposto sul mercato, un inedito vista anche il suo disagio nel parlare di mercato. Nella sfortuna di aver subito due ko il Napoli sapeva da mesi di avere bisogno di un’alternativa in attacco e di un terzino… Eppure all’apertura del mercato non ha ufficializzato nessuno. In passato è arrivato Gabbiadini nel primo giorno di mercato perché si era infortunato Insigne. Un rischio, altissimo, non aver garantito altre frecce a Sarri, che ora ha qualche alibi in più nella corsa allo scudetto". 

La Serie A, in generale, ha vissuto una delle finestre del calciomercato più anonime di sempre. Il tutto dopo l’eliminazione dell’Italia dal Mondiale, con la FIGC non è riuscita ad eleggere un presidente e la Lega pensa a Tavecchio presidente. E’ il punto più basso del calcio italiano?

"Spero di sì. Mi spiego: un po’ di esperienza mi porta a pensare che il fondo talvolta è sempre più giù. E, con riferimento proprio alla storia recente del Napoli, alla fine il fallimento, dolorosissimo, ha azzerato il club consentendo la rinascita, che diversamente sarebbe stata difficile. Ecco, il calcio italiano ha bisogno di un azzeramento. Queste vicende sono molto vicine ad un fenomeno del genere, spero ci sia la voglia di cambiare nettamente, mettendo mano allo Statuto, dando più potere ai club di A e di B, inserendo le seconde squadre, imponendo un minimo di numero di italiani ma soprattutto investendo nei vivai, negli istruttori e nella cultura sportiva. Non sono particolarmente fiducioso".

Benevento-Napoli, partita trappola?

“Più che trappola è la partita da “buccia di banana”. Con il Napoli che cammina su una strada asfaltata. Quante possibilità ci sono che ci sia una buccia di banana su una strada pulita? Pochissime, ma ci sono. E allora testa “non nelle nuvole” ma “sul manubrio”, e quindi massima concentrazione”.

Jorginho è diffidato, secondo te non era meglio rimediare un giallo contro il Bologna? Ora ogni gara è a rischio.

“E’ stato un errore ma il Napoli ha dimostrato di essere lontano da queste malizie. Purtroppo perché gioca in Italia, per fortuna perché professa un calcio propositivo e pensa a schierare sempre la migliore formazione possibile. Assecondando la migliore cultura sportiva possibile. Tuttavia mi aspetto Diawara dal 1’ a Benevento”

Lotta scudetto, cosa farà la differenza tra Napoli e Juve da qui alla fine?

“Probabilmente le energie che la Juventus potrebbe perdere con il cammino in Champions. E la fortuna. Se il Napoli, che peraltro ha già dato, non subirà più infortuni, può farcela. Ma tutto deve andare liscio sino alla fine”.

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