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ESCLUSIVA - Schettino: "Spalletti-Sabatini, idea ADL! Vi consiglio un fenomeno, sogno Cavani"

Scritto da Luca Cirillo in Interviste2 APR 2018 ORE 20:32

Futuro di Sarri, calciomercato e nuovi talenti: ne abbiamo parlato con l'agente Fifa Vittorio Schettino, talent scout che da alcuni anni è molto impegnato in Sudamerica alla ricerca di campioni in erba.

Dopo il pareggio con il Sassuolo, è un momento delicato per il Napoli in chiave scudetto e, in prospettiva, in relazione al futuro della squadra. Di questo e di tanto altro abbiamo parlato con Vittorio Schettino, agente Fifa della Football player agency e talent scout che lavora a stretto contatto con Interbol.

Si parla tanto in queste ore del futuro di Sarri. Il toscano ha tante richieste, è giusto offrirgli un rinnovo ad almeno 4 milioni a stagione? De Laurentiis vorrebbe puntare su di lui ma senza svenarsi.

“Partiamo da un presupposto: De Laurentiis ormai è navigato in questo ambiente, è nel calcio dal 2004, ha certamente imparato ad essere scaltro dopo aver fatto un bel po’ di gavetta. Benitez ha uno “status” nobiliare ed una storia alle spalle che imponeva quasi certe cifre, ma probabilmente il presidente aveva capito che sarebbe andato via a prescindere. Con Mazzarri discorso simile seppur diverso nelle premesse: il patron gli ha offerto cifre blu consapevole che lui aveva già scelto l’Inter, negli ambienti era venuta fuori la verità. Agli occhi della piazza, dunque, è passata l’idea che si è fatto tutto il possibile pur di trattenere i due allenatori. Ma andiamo alla risposta su Sarri. Con lui si è visto un gioco straordinario grazie al quale abbiamo dettato legge su campi difficili come l’Olimpico e San Siro, ma in generale in tutta Italia: nemmeno quando c’era Maradona la squadra aveva una simile organizzazione tattica. Quindi Sarri, già solo per questo e soprattutto per aver aumentato esponenzialmente il valore della rosa, merita almeno le stesse cifre offerte ai suoi predecessori. Ma ho un grosso sospetto...".

Quale?

"Secondo me ADL non fa un’offerta simile perché spera in un “no”: in alcune interviste insieme non mi sono sembrati in grande sintonia anche dal punto di vista caratteriale, il presidente sembrava sofferente alle parolacce di Sarri. E’ un parere personale, ma non vedo troppi punti di contatto sulle visioni globali. E dunque, se Sarri accetta la proposta, il presidente risparmia soldi e va avanti per la gioia di tutti. Se saluta per abbracciare club prestigiosi e contratti importanti, De Laurentiis passa a soluzioni probabilmente per lui più intriganti”.

Inzaghi?

“E’ un ragazzo intelligente che ha dimostrato qualità. Secondo me resterà ancora un anno alla guida della Lazio. Ma se proprio dovesse decidere di lasciare, lo vedo più orientato ad aspettare la Juve che potrebbe salutare Allegri a fine anno. Inzaghi lo vedo più adatto al mondo bianconero che a quello partenopeo”.

E allora chi vedresti bene?

“Spalletti. Con Sabatini. Il tecnico dell’Inter è stimato da De Laurentiis non da oggi, ma da molti anni. Lui ha annunciato in questi giorni che resterà a Milano, ma secondo me sono parole scontate dopo l’addio a sorpresa del direttore sportivo. Non dico che abbia mentito, anzi, è molto probabile che sia ancora lui a guidare i nerazzurri, ma nel calcio di oggi tutto può cambiare da un momento all’altro. De Laurentiis ha detto che i napoletani devono avere fiducia in lui e sono convinto che abbia già il jolly in caso di addio a Sarri che, tra l’altro, ha speso parole importanti per Giuntoli. Ripeto, spero di rivedere ancora il mister di Figline alla guida del Napoli, ma in caso contrario mi aspetto una rivoluzione tecnica”.

Quindi quando De Laurentiis parla di rischio a cosa si riferisce?

“La voglia di osare. E Sarri fidandosi di pochi giocatori, sul quel versante, non ne ha dimostrata molta. Sabatini, invece, ha il rischio nel proprio modus operandi e fa degli incredibili affari puntando su giovani anche sconosciuti. Vedete per esempio Alisson, portiere della Roma che oggi vale un patrimonio. Il “know-how” di Sabatini è molto apprezzato da De Laurentiis: l’ex dirigente giallorosso conosce il sudamerica come le sue tasche, ha tanti osservatori in Argentina che lo avvertono subito quando ci sono quindicenni da tenere d’occhio. Secondo me è lui il nome giusto per il taglio gestionale che ADL ha dato al Napoli”.

Che mercato ti aspetti in estate?

“Dovesse restare Sarri, serviranno pochi innesti giusti ma confermando i migliori della rosa. Il che è molto difficile perchè la sensazione è che siamo alla fine di un ciclo a prescindere dalla vittoria o meno dello scudetto. Siamo agli sgoccioli di un triennio di crescita ed è difficile pensare che questo gruppo possa dare di più di quanto ha dato. E forse anche per questo De Laurentiis ha parlato di rischio, ovvero puntare su giovani da formare e soprattutto da lanciare nella mischia”.

E se invece dovesse arrivare Spalletti?

“A quel punto cambierebbero gli interpreti. Jorginho potrebbe andare via e il Napoli farebbe una notevole plusvalenza. Al suo posto Torreira. In attacco servirebbe una punta di peso diversa da Milik, uno alla Dzeko per intenderci. Con qualche sacrificio per avere soldi da investire su qualche giovane già di livello e su due tre affermati, si potrebbe creare una rosa su misura per Spalletti che, ripeto, con Sabatini si intende alla perfezione”. 

Dall’Inter chi potrebbe arrivare?

“Bella domanda. Quando un tecnico va via, spesso porta con sé qualche giocatore. Handanovic non ha mai nascosto la voglia di giocare in Champions e l’età avanza. Molto dipenderà anche dalla possibilità di investire dei cinesi il prossimo anno. Sarebbe bello dire anche Icardi, ma lui è destinato al Real Madrid o comunque ad un club di primo piano. E se Maurito dovesse approdare in Spagna, ci sarebbe un Benzema da non farsi scappare per il Napoli. Portiere e prima punta di spessore:  con uno come Spalletti è fondamentale avere pilastri intorno ai quali costruire per vincere con un progetto pluriennale”. 

Sei un talent scout, c’è qualche giovane su cui punteresti?

“Sono ormai 5 anni che mi occupo di scouting in Brasile. Ce ne sono tanti, ma l’ultima volta che sono stato lì mi hanno parlato di un quindicenne, che ancora non ho visto, il quale a quanto pare incanta come Ronaldinho e Ronaldo il Fenomeno quando avevano la sua età. Mentre mi parlavano di questo ragazzo, mi hanno accompagnato sul campetto dove hanno scoperto Ronaldo. Come tutti i brasiliano ha un nome lungo, ma se un giorno dovesse diventare famoso, lo farà col nome Yuri. Ha fatto la trafila in tutte le squadre carioca: Vasco da Gama, Fluminense, Botafogo e Flamengo. Oggi è alla Fluminense perché è il club che ha più disponibilità economica e il padre che gli fa da agente, si è avvicinato a loro visto che gli verranno concesse molte possibilità sul mercato. A Sabatini come a tutti gli addetti ai lavori direi di andare verificare se mi hanno raccontato balle o meno”.

Dovessi fare un solo nome per l’attacco del Napoli, chi prenderesti?

“Il sogno di tutti i tifosi azzurri è il ritorno di Cavani perché quando è andato via, ha scelto l’estero e perché ha sempre parlato con grande trasporto della città e della sua ex squadra. E poi ha i figli in città che crescono da veri napoletani. Tuttavia, anche se sognare non costa nulla, non ci credo molto: nell’era De Laurentiis l’unico calciatore che è tornato è Calaiò, ma solo per necessità del momento. Poi c’è Chiesa, ma la Fiorentina non lo regala: avrà un prezzo incredibile ed è anche giusto per l’età e il talento e poi non credo che il padre o i suoi consiglieri più vicini vogliano spingerlo in riva al golfo. Vedo per lui più una carriera a nord tra Torino e Milano. Spero di sbagliarmi”.

Ultimamente hai portato un giovane alla Fidelis Andria di cui si parla benissimo…

“Si, Alessandro Celli, classe 1997, alto 1,94, arrivato a parametro zero. E’ tra i migliori under della Lega Pro girone C, sentiremo parlare molto di lui: ha gli occhi addosso di tanti club di Serie B e non solo. Questa estate andai a vederlo per la prima volta in un'amichevole contro il Pescara, ma l'avevo già notato nell'amichevole contro il Napoli a Latina in cui aveva marcato Higuain. Mi piacque il suo modo di stare in campo e dissi al padre che è giocatore vero, Così lo portai ad Andria e il presidente Montemurro si fidò del mio consiglio. Credo che ne sentiremo parlare a breve. Chissà...”.  

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