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ESCLUSIVA - Pea: "Insigne al posto di Dybala. Allegri meglio di Sarri. Occhio, bomba sul Milan!"

Scritto da Luca Cirillo in Interviste21 DIC 2017 ORE 16:05

"Ricordo innanzitutto che il mio è un blog di satira. Anche io, come tutti gli uomini di questo mondo, vivo di simpatie e antipatie e mi diverto a scrivere. Comunque ti ho capito: con questa domanda vuoi farmi dire chi..."

Il campionato di Serie A è tornato ad essere vivo con una lotta entusiasmante in testa alla classifica: Napoli, Juve e Inter scatenate, ma c'è anche la Roma. Di questo di e di tanto altro abbiamo parlato con il noto giornalista Claudio Pea, un genio della satira (ma non solo) che ha una sola pecca: è juventino ("... Pea, non pecca... Pecca lo dici a qualcun altro, non certo a me". "Pecchi, Claudio, Pecchi!"). 

Il Var ultimamente sta aiutando la Roma…

“All’inizio, però, l’ha danneggiata: contro l’Inter, al di là dei tre pali colpiti dai giallorossi, ci fu un rigore non dato, che a me è sembrato netto, ma l’arbitro decise di non ricorrere alla Var. Io la chiamo la Var. Con disprezzo. Anche per riderci un po’. Diciamo che questo nuovo sistema di controllo distorto è partito col piede storto. Perché la Var è senz’altro figlia di Tavecchio, piaccia o non piaccia, ma ha altri due padri: all’inizio pensavo fossero Inter e Napoli, ora, a ben guardare, mi sembrano più somiglianti a Roma e Inter”. 

Intanto pare che la sfortuna abbia fatto amicizia con l'Inter.

“Sfortuna? Non direi: fosse stata sfortunata avrebbe perso con il Pordenone ai rigori. La più grande idiozia che sento poi dire nell’Italia pallonara è che la Juve è la squadra più amata. In realtà, è la più odiata. L’Inter piuttosto è la più coccolata: fa ridere da sette anni, ma giornali e tv cercano di risollevarla sempre nonostante i 186 punti di distacco dalla Juve accumulati negli ultimi sei campionati: una media di 31 a stagione. Non si tratta quindi di sfortuna o fortuna, ma di evidente mediocrità tecnica costantemente perdonata soprattutto dallo Zio Bergomi. Vero Fabio (Caressa)?”.

Il Napoli è tornato in testa alla classifica. Ultimamente non sei stato morbido su claudiopea.it con società, squadra e tifosi partenopei…

“Ricordo innanzitutto che il mio è un blog di satira. Anche io, come tutti gli uomini di questo mondo, vivo di simpatie e antipatie e mi diverto a scrivere. Comunque ti ho capito: con questa domanda vuoi farmi dire chi vince il campionato….”

Sei come il grande Herrera, un mago…

“Lasciamo stare i “santi intertristi” per piacere. All’inizio puntavo sul Napoli, complici anche le degenerazioni nel tifo juventino: dopo Cardiff infatti sembrava che fosse caduto un impero, come se tutti avessero dimenticato di aver vinto sei scudetti senza imbrogli nonostante qualcuno continui comunque a parlare di Rubentus. Magari in relazione agli anni precedenti, se dite Rubentus, posso anche sorridere, ma negli ultimi anni neanche se ne parla: è stato un dominio assoluto in Italia. Il Napoli per questo doveva rimanere tranquillo e sereno, doveva pensare alla sua corsa per vincere lo scudetto e non per toglierlo alla Juventus. E invece, oltre al pensiero sbagliato di cui ho già detto, c’è stata la cattiva idea d’irridere e offendere i bianconeri. E così la Gobba si è arrabbiata: ha vinto al San Paolo e vincerà il settimo campionato di fila. E poi, in tutta serietà, andando oltre le battute, posso dire una cosa?”

Accomodati

“… Ma la differenza di rosa la vedo solo io o anche voi? La seconda squadra della Juve, in cui metto anche Buffon, out ormai da un mese, e quel Lichtsteiner addirittura escluso dalla lista della Champions, è forse più scarsa o più forte dell’undici del Napoli? Pjaca, Dybala, Bernardeschi, Rugani, Asamoah, magari anche Cuadrado o Alex Sandro, Marchisio e Betancur . Insomma la seconda squadra di Acciuga non la cambio con la prima di nessuna altra squadra di serie A”.

A proposito di Dybala, cosa succede?

“Da più di due mesi si parla della crisi della Joya. Basta! Che vada pure via se vuole. Anche Bonucci è andato via e non è successo niente. Diano alla Juve 130 140 milioni e titoli di coda anche per Dybala. Che non è Maradona né Messi né Ronaldo. E’ forte, un ottimo giocatore, ma non so se diventerà mai un campione. Nella Juve c’è un grande uomo che si chiama Pavel Nedved che gli ha consigliato di tornare con la fidanzata argentina per rimettere un po’ di ordine ad una vita, diciamo così, ultimamente un po’ scapestrata. E così Antonella è stata rivista al fianco di Paulo durante la festa del Natale bianconero. Poche storie: i professionisti devono fare i professionisti. Ecco, l’unica volta che ho dato ragione a De Laurentiis è stata quando ha detto che Higuain doveva dimagrire di qualche chilo. Guadagnano tanti soldi, devono almeno comportarsi di conseguenza soprattutto nella vita privata”.

Dal Napoli non prenderesti nessuno.

“Come no? Chiariamolo subito: Insigne io lo farei giocare persino al posto di Dybala assieme a Higuain e Mandzukic. Sono un estimatore della prima ora di Lorenzo, come ben sai, sin da quando ciè era irriso da tanti. E poi lui è già sposato e ha una bella famiglia. Inoltre farei un pensiero su Koulibaly. Anche se l’ultimo Benatia sta tornando quello dei tempi felici nella Roma”. 

Acciuga Allegri e Don Maurizio, mister toscani alla ribalta. E c’è anche Spalletti…

“Allegri è il miglior allenatore d’Italia, il secondo d’Europa dietro Guardiola. Sarri è bravissimo, però dovrebbe imparare da Max: non può ogni settimana inventarsi qualcosa accampando scuse. Si è capito che lui vorrebbe giocare alle 15 della domenica, ma è impossibile. Visti i tanti impegni. Allena in un club che è stabilmente in Europa, mica in provincia, a Empoli? Sarri per la verità ha avuto due infortuni molto gravi che nemmeno la Juve avrebbe sopportato, ma la Juve ha ai margini della rosa Sturaro e altri calciatori di livello, mentre il Napoli ha gli uomini contati e utilizza poco per esempio un Giaccherini che pure qualche scudetto l’ha vinto. In più non mi piace che si santifichi Sarri perché indossa la tuta che “è il simbolo del lavoro”. Odio chi parla di lavoro in relazione al calcio. Il calcio è soprattutto divertimento e passione: in definitiva un gioco. Il lavoro è invece ben altra cosa: è andare in fabbrica, spaccarsi la schiena nei campi o chiudersi in un ufficio per ore. Non scherziamo”.

Cosa non ti piace del calcio?

“La mancanza di serenità nella gente intorno: vorrei più sfottò, più battute. Come tra noi due in questa intervista. Poi di nuovo amici. Come sempre o anche meglio di prima. Ad esempio mi piacerebbe chiedere ai napoletani perché si sono arrabbiato tanto con Lavezzi, Cavani e soprattutto con Higuain quando in fin dei conti dalle loro cessioni si è arricchito, e non di poco, De Laurentiis. Il quale, se non ha poi reinvestito quella montagna di soldi, non è colpa di Lavezzi, Cavani o Higuain. Difatti mi stupisce che i napoletani, che hanno una marcia in più rispetto a tutti gli italiani, non abbiano ancora capito che il presidente del Napoli ha nell’ultimo lustro più guadagnato che speso”. 

Il crollo verticale del Milan: qualcuno l’aveva detto in tempi non sospetti.

“Tu e io. E pochi altri. Io comunque spesso e volentieri ci prendo. E tu puoi benissimo confermarlo. Probabilmente sono stato infatti l’unico italiano di questo Stivale a dubitare, in un’intervista rilasciata proprio a te lo scorso settembre, che saremmo andati ai Mondiali in Russia. Una gran brutta botta per tutti, me compreso naturalmente, ma i pericoli mi sembravano evidenti. Eppure nessuno li ha voluti vedere. E comunque la Juve potrà finalmente passare un’estate tranquilla pensando a vincere l’ottavo scudetto consecutivo. Anche perché ha già preso Caldara e Spinazzola, due futuri pilastri azzurri. Altro che Bonucci”.

Ma non mi hai risposto…

“Perdonami, ma mi piace saltare di palo in frasca. Volevi sapere del Diavolo? Ovvero di una nefasta invenzione giornalistica? Sei proprio un sadico masochista”.

Vuoi forse dire che il Milan non esiste?

“Tu lo sai benissimo che dalla categoria dei giornalisti sono da un pezzo uscito. Ora faccio parte di quella dei “pennivendoli”. Sì, il Milan è stata un’invenzione di Papà Urbano (Cairo) e Mamma Rosa (la Gazzetta, ndr) che per tutto luglio e agosto hanno parlato di “squadrone”. Così il giorno del raduno rossonero accorsero migliaia e migliaia di tifosi in delirio, mentre a quello dell’Inter erano presenti sì e no quattro gatti. Era invece solo fumo negli occhi. Senza contare i milioni buttati dalla finestra e nessun bomber di qualità acquistato al mercatino delle pedate. E poi Bonucci che gli costerà d’ingaggio più di Higuain. Robe da pazzi. E intanto i debiti accumulati sono saliti a oltre 300 milioni. Una situazione a dir poco triste, quanto allarmante. O vogliamo parlare di Fassone? Chiedetelo allora ad Agnelli e De Laurentiis, ma anche all’Inter, cosa di buono ha fatto per loro. Non so cosa vi diranno, ma non saranno lodi. In più mi spiace per Montella, persona educata e dolce come la Nutella. Che non meritava d’essere sostituito da Ringhio Gattuso, uno che a Pisa ha fatto ridere come quasi tutte le squadre allenate da Zeman…”.

Cosa c’entra Zeman? Su, il boemo resta un grande maestro,

“Si, certo: un maestro del divertimento. Quello degli avversari che gli rifilano quattro o cinque gol a partita. Sarà anche bravo, come dici tu, ma non gli perdono le accuse alla Juve di Moggi e Agricola. Magari i bianconeri erano davvero dopatissimi, chi lo sa, io non metto la mano sul fuoco per nessuno, ma lui parlava per metafore. Se invece avesse raccontato la (sua) verità fuori dai denti, magari l’avrei rispettato. Ma neanche. Mi sta troppo sulle scatole”.

Una carezza a chi invece la daresti sotto l’albero di Natale?

“Senz’altro ad Allegri. Trattato da tutti troppo male, da me per primo, quando è sbarcato alla Juventus. Ma adesso, a distanza di tempo, ammetto d’aver clamorosamente sbagliato. IL Conte Antonio era stato unico, rivoluzionario quanto geniale, ma è un allenatore di quelli che al terzo anno diventano insopportabili e puzzano come il pesce pescato da una settinana. Acciuga, invece, migliora col passare del tempo come il buon vino: è determinato, lucido e soprattutto non fa sconti a nessuno: ha lasciato fuori a turno tutti, da Higuain a Dybala, se non facevano quello che chiedeva lui a loro. In più se ne frega di quello che scrivono i giornali. E fa bene. Insomma lo considero davvero il secondo miglior tecnico d’Europa dietro Guardiola”.

Sarri è molto più bravo: Claudio, ammettilo. Anche i calciatori che l’hanno votato la pensano eguale. 

“Devo mandarti subito a quel paese o aspetto la fine dell’anno? Nel frattempo attendo impazientemente che vinca qualcosa. Magari anche solo una Coppa Italia o del Nonno. Così il giorno dopo lo faranno anche santo. Tuttavia a Sarri per vincere servirà che De Laurentiis gli metta almeno qualche uvetta sul suo film -panettone che sia più gustosa di Ciciretti”.

 E un vaffa a chi?

“Un vaffa tutta la vita all’Inter, la più insopportabile delle venti rivali della Juve”.

Venti? Non sono forse diciannove?

“Ti sei dimenticato la VAR, che è la nemica numero uno dei bianconeri sin dalla prima giornata di questo campionato, ma non importa: la Juve sarà capace d’asfaltare pure il moviolone inventanto da Tavecchio con la collaborazione degli intertristi e dei puponi. Anche se ammetto che all’Inter dovrei volere un mondo di bene dal momento che in questi ultimi sette anni mi ha dato più soddisfazioni dei miei gemelli che pure  sono un bravo commercialista e un’ottima avvocato. Ma è stata impagabile la sconfitta in casa con l’Udinese in casa. Un po’ come è una goduria dei sensi sentire Zio Bergomi che dice a Carezza: “E’ vero, Fabio, che quest’anno l’Inter è davvero una favola?”. E un minuto dopo l’Inter inesorabilmente becca un gol. Fantastico”.

Prossimo turno: Napoli-Samp, Juve-Roma…

“Sarà il Napoli a girare la boa col titolo di campione d’inverno, ma sarà l’unico che vincerà quest’anno. E voi toccate pure ferro. Meglio del Napoli vedo semmai la Roma. Insomma la classifica finale sarà la stessa della passata stagione”.

E al quarto posto?

“Spero la Lazio, ma arriverà l’Inter”

Buon Natale

“Buon Natale a te, grande Luca, soprattutto per la tua pazienza. Ti meriti allora un paio di chicche sotto l’albero. Con la sola raccomandazione che però restino tra noi in Europa e non facciano il giro della terra”.

Lo giuro.

“Tieni d’occhio Il Milan: potrebbe tornare nelle mani di Berlusconi prima delle prossime elezioni politiche. A meno che non venga a Venezia. E non in gondola…”.

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