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ESCLUSIVA - Pea: "ADL mi fa arrabbiare! Consiglio al Napoli un giocatore della Juve, Insigne..."

Scritto da Luca Cirillo in Interviste6 MAR 2018 ORE 21:09

Il noto giornalista, ai nostri microfoni, ha parlato della sfida scudetto Napoli-Juve, della tragedia di Davide Astori e del futuro del calcio italiano. Non è mancata una bordata a De Laurentiis.

Il duello scudetto tra Napoli e Juve è entrato nel vivo dopo la sconfitta degli azzurri per mano della Roma e la vittoria dei bianconeri all'Olimpico contro la Lazio. Ma questa settimana verrà certamente ricordata per il grave lutto che ha colpito il calcio italiano: la morte di Davide Astori, capitano della Fiorentina, a soli 31 anni. Di questo e di tanto altro abbiamo parlato con il noto giornalista Claudio Pea, penna geniale che diverte e fa riflettere i suoi tanti lettori sul blog Claudiopea.it.

La morte di Davide Astori ha scosso tutti. Eppure non sono mancate le polemiche sulla decisione di fermare il campionato. 

“Fermarsi o non fermarsi… è una cosa talmente soggettiva che faccio fatica a schierarmi.  Dipende da come si metabolizza e dalla capacità di affrontarla o meno. Marocchi, ex calciatore della Juve oggi opinionista di Sky, ha detto che bisognava rimandare solo Udinese-Fiorentina per ovvie ragioni e Genoa-Cagliari visto che Astori è stato un emblema dei sardi.  La vita continua per chi resta nel ricordo di chi va via. Ho appreso la notizia mentre scrivevo un pezzo e sono rimasto di sasso. Poi anche io, come Marocchi, ho pensato che la vita va avanti, ma forse è più corretto dire che anche questa è vita. Dunque ho continuato a fare satira. Bisogna essere coinvolti per avere una adeguata opinione. Alla fine la scelta di fermare il campionato non è stata sbagliata, come forse giocare le altre partite. La lucidità cos’è davanti alle tragedie? In cosa si traduce? Mi ha fatto effetto sapere che Astori si è spento al “La di Moret”: è un luogo sacro che ha sempre ospitato squadre e giornalisti.  Serve tanto rispetto, silenzio e riflessioni”.

Facciamo un passo indietro: sabato sera il duello scudetto ha vissuto una tappa cruciale. Mentre sembrava che la Juve potesse fermarsi e il Napoli allungare, ecco il gol di Dybala allo scadere e la vittoria della Roma al San Paolo.

“Siccome ho letto il tuo articolo sull’etica-estetica del calcio (ride, ndr) potrei dirti che è questa la bellezza del calcio. Ma siccome potresti confonderla con il mio amore per la Vecchia Signora, allora dico che è la stranezza del calcio: la Juve ha vinto giocando la partita più brutta dell’anno, mentre il Napoli ha tirato 11 volte in porta”.

Sembri più moderato del solito. Strano! Non vuoi attaccare nessuno con la tua solita classe ed ironia?

“Devo? Posso? Va bene. Parto da Sarri. Sarà anche simpatico il vostro toscano, ma non ha equilibrio quando serve. Se il calcio offensivo tout court fosse produttivo, Zeman avrebbe vinto almeno 5 scudetti. Bisogna anche difendere nel calcio. Il pareggio della Roma, per quanto fortunoso, mi ha ricordato il gol che fece Zaza allo Stadium: vi costò uno scudetto. Trovato il gol con il mio Insigne, il Napoli avrebbe dovuto almeno gestire prima di affondare ancora i colpi. La Juve gioca male, chi lo nega, ma in difesa gioca benissimo e non prende gol dall’anno scorso: vinte 8 trasferte su 8. Ricordi come vinceva Capello al Milan, alla Juve e alla Roma?”

Certo, difesa blindata e un gol più dell’avversario. Ma il gioco di Sacchi, vuoi mettere? Ma i fenomeni e i miliardi a disposizione di quel Milan non sono paragonabili al Napoli di oggi, su…

“Vero. Il gioco di Capello, infatti, non piaceva nemmeno ai tifosi e alla dirigenza del Real nonostante il campionato vinto. Sono filosofie, ma in Italia non è semplice cambiare quel che si è radicato da molti decenni. C’è però un aspetto che mi fa arrabbiare…”.

E cosa aspetti?

“Sicuro che posso?”.

Devi…

“De Laurentiis…”.

Vacci piano…

“Lo vedi? Non l’ho nemmeno nominato e subito ti difendi come Acciuga-Allegri..."

Scherzavo, ma vacci piano…

“Mi fa arrabbiare, da juventino, che il vostro caro produttore non abbia capito che regalare un sogno ai tifosi del Napoli è un’occasione di gloria irripetibile e non ha prezzo. Quanto può valere uno scudetto al Napoli? Cento milioni? Un altro Higuain?”.

Quindi anche tu pensi che se il Napoli non vince quest’anno non vince più nonostante gli affanni cronici di Milan e Inter e le incertezze di Roma e Lazio? Io non sono d’accordo…

“No, non capita più perché il Napoli ha fatto un campionato più importante del suo reale valore. Ripetersi è difficilissimo e pensa, nonostante tutti i record degli azzurri, la Juve ha fatto più punti dell’anno scorso ed è ancora dietro. Incredibile! Meglio di così, con quella squadra, è praticamente più di un miracolo. E siccome De Laurentiis compra poco o niente, o poco e niente, non posso essere ottimista per voi. La Juve ha vinto con Lichtsteiner, è vero, ma pensare che voi possiate fare altrettanto con Mario Rui, è praticamente impossibile”.

Ti ricordo che Mario Rui è la riserva di Ghoulam in un club come il Napoli che non ha il fatturato della Juventus.

“Si, ma è tutta la strategia del Napoli che faccio fatica a comprendere. Milik e Ghoulam si sono infortunati mesi e mesi fa e il club invece di rinforzare la squadra in piena corsa per il titolo, cosa fa? Vende! Non c’è sempre equilibrio tattico in campo, non ci sono idee chiare nella dirigenza. Se Sarri avesse battuto Allegri a dicembre, il Napoli sarebbe andato a +7 e la Juve probabilmente avrebbe dirottato gran parte dei suoi pensieri sulla Champions. Invece al San Paolo hanno vinto i bianconeri e il vostro presidente non ha rilanciato le ambizioni tricolori. E si ritrova Mario Rui titolare senza riserve alle spalle”.

Verdi o Politano sarebbero bastati?

“Certo che no, ma aumentavi le possibilità e mettevi paura addosso alla Juve. Se a Napoli si fa male un titolare, diventa un casino. La Juve, invece, ha vinto un derby senza punte. Se a Sarri manca uno dei nanetti terribili lì davanti, è un’altra squadra. De Laurentiis dovrebbe prendere uno come Marchisio: un affare. Alla Juve fa casino perché non gioca. Ma con Sarri giocherebbe? Non verrebbe certo per fare la riserva. Anche questa è una differenza importante e non è colpa di nessuno. Di certo non della Juve, ca…!”.

Finalmente ti sei incazzato un po’. Ne approfitto: la Juve sarà anche più forte, ma lo spettacolo che offre il Napoli…

“Allegri e Sarri sono pari. Il primo nel calcio difensivo è bravissimo, il secondo propone altre idee. Ma non mi sembra che negli ultimi anni Sarri abbia giocato meglio negli scontri diretti. Il nostro “Acciuga” tatticamente analizza bene gli avversari e sulla strategia la spunta quasi sempre lui. Solo nella semifinale di Coppa Italia dello scorso anno si è visto un po’ il Napoli, ma quando la Juve aveva ormai ipotecato la qualificazione. Ripeto, con la difesa vinci i campionati. Sarri ha perso uno scudetto a Udine pur avendo Higuain. Ricordi? Io ero lì, il Napoli prese troppi gol da una squadra normale. Anche io vorrei vincere e giocare sempre bene, ma è una equazione difficile da coniugare. A meno che non sei Guardiola: per me è il numero uno. Sarri rapisce i napoletani, li incanta. E incanta anche gli appassionati di calcio, ma De Laurentiis? Sta a guardare anche lui lo spettacolo e basta”.

La lotta scudetto è aperta?

“Non mi faccio incantare né dalla domanda a trabocchetto né dal gol di Dybala all’Olimpico che è stato spettacolare tra dribbling, tunnel e conclusione da terra. Ma certamente è un gol pesante, un gol scudetto e…”.

…E arrivato all’ultimo minuto. Dio è juventino, ca…! Perché Dio è juventino, vero? Avete comprato anche lui…

“(Ride, ndr). Certo, Dio è juventino, è gobbo. Pensa che avrei votato per la Juve alle elezioni. Però anche De Laurentiis è Dio. Molti lo chiamano Zio Aurelio, io invece Dio visto che si sente onnipotente. Lui è fortunato, ma non gli basta, sai perché?”.

No…

“Perché bisogna anche scegliere i fortunati che ti devono accompagnare. Napoleone, grande generale, chiamava a sé i comandanti fortunati più che quelli bravi. Allegri è bravo, ma fortunato, come la Juve. In Coppa Italia quel palo dell’Atalanta la dice lunga sulla buona sorte bianconera. E poi il gol di Dybala a 31 secondi dal triplice fischio e non quindici come dice il coatto Caressa che aveva quattro in aritmetica”.

Ma in Champions…

“Lo sapevo che l’avesti detto, ma lì pende una maledizione sulle nostre teste. Siamo costretti a perdere e ti dico di più: faccio il tifo per il Tottenham, tanto uscire ora o perdere in finale poco cambia. E tifo per gli inglesi anche per far arrabbiare i veri nemici della Juve”.

Chi sono i veri nemici della Juve?

“Né i napoletani, né gli interisti, né i milanisti. Ma gli stessi tifosi della Juventus, le cosiddette serpi in seno. Quelli che abboccano all’amo dei napoletani, interisti e milanisti. Ho sentito alcuni dire: “Abbiamo vinto con la Lazio, ma che gioco orrendo”. Assurdo. Sei scudetti in sei anni, tre vittorie in Coppa Italia e due finali di Champions in tre anni e parliamo di gioco? Clamoroso. Voglio il settimo scudetto, l’ottavo, il nono e il decimo consecutivo, voglio la Coppa Italia e magari una Supercoppa. Si perde proprio di vista la realtà e si diventa ingordi, oltre che insopportabili”.

Quali calciatori del Napoli vedresti bene nella Juve e viceversa?

“Beh, sicuramente il mio Lorenzo Insigne, che difendo da una vita indicandolo come vero campione italiano dal grande talento, Koulibaly che è molto forte ed anche Hamsik, che avrei preso 10 anni fa e non so perché nessuno della dirigenza di allora lo abbia fatto. Per quanto riguarda i calciatori della Juve che sarebbero perfetti nel Napoli, bisognerebbe chiedere a Sarri”.

Pea, altro da dichiarare?

“Si, una domanda. Come hanno fatto ad iscrivere l’Inter al campionato visti gli oltre 650 milioni di euro di debiti? Come mai questa proprietà cinese non pareggia i conti prima di annunciare progetti di rilancio sportivo? Anche la Lazio era sommersa di debiti, Lotito ha fatto un accordo con l’erario e non finisce più di pagare. Napoli, Fiorentina e le altre le hanno fatte fallire. E poi, chi è la vera proprietà del Milan? Si sa poco. Nonostante i debiti, il solo Bonucci gli costa 20 milioni all’anno. Se fossi la “Mela marcia”, ovvero il nostro ex Leonardo, starei attento. I soldi da dove arrivano? Dal fondo Elliott? E se fossero di altra provenienza?”.

Forse temi che Bonucci possa alzarti la Coppa Italia sul naso?

“Ma no. Voglio solo dire che ci sarà sicuramente del marcio nella Juve, ma anche in Danimarca e in tutta Italia non si scherza mica. E poi vai a vedere la nuova ripartizione dei soldi dei diritti tv: la Juve sarà penalizzata mentre ad esempio Chievo e Udinese premiate. Il calcio sotto sopra. Se non fosse per Juve, Inter, Milan, Napoli, Roma e un po’ Lazio e Fiorentina, con tutto il rispetto, chi vedrebbe Chievo-Cagliari o Sassuolo-Crotone? Si parla tanto di rilancio del calcio italiano, ma con quali criteri? Non è vero che con il calcio i presidenti ci rimettono, solo i cretini non ci guadagnano”.

Quindi la “cura Gattuso” non ti preoccupa in vista della finale?

“Il Milan è come un cagnolino a molla, con la carica. Quando provi a ricaricare più volte, finisce che si spacca la molla e lo butti via. Ora Gattuso è diventato un grande allenatore? Il Milan è a 24 punti dalla Juve e a 25 dal Napoli. La vera delusione di quest’anno è semmai la Roma, più dell’Inter o del Milan. I giallorossi per la squadra che hanno non possono essere così lontani dalla vetta: hanno perso punti assurdi”.

Mi aspettavo che parlassi anche del Var, tanto osteggiato dalla Juve e che invece sarà introdotto ai Mondiali, la manifestazione più importante di tutte…

 “Però chiediti anche come mai questa VAR venga respinta dalla Champions che evidentemente la pensa uguale a me. Siamo rimasti in pochi a non volerla e non perché sia stata creata contro la Juve. La figura dell’arbitro è parte integrante del calcio. La malafede non la prendo nemmeno in considerazione altrimenti dovrei guardare le partite di bocce. Sulle valutazioni di un calcio di rigore deve essere l’arbitro a decidere. Tante azioni se le rivedi da mille angolazioni ti sembrano tutte da penalty”.

Quello di Benatia su Lucas Leiva è fallo da rigore o no?

“Si, non c’è dubbio. Come lo era quello su Dybala all’inizio della partita. La verità è che se non si dà un rigore netto alla Juve, va tutto bene. Se invece non le si dà un rigore contro, netto o non netto che sia, si scatena il pandemonio. Tutto il mondo non juventino non aspetta altro che paghi la Juve con il VAR per dimostrare che ha sempre rubato”.

Per concludere, da sportivo, cosa ti aspetti da qui alla fine del campionato?

“Che il Napoli faccia tesoro di alcune lezioni. Concretezza e voglia di lottare fino in fondo pur senza rinunciare ai propositi di bellezza tanto cari a Sarri. Ma impari soprattutto a difendersi. Non resta che ritrovarsi e battere la Juve allo Stadium: se il Napoli ci riesce, tanto di cappello. E ti dico di più: se gli azzurri,  per vincere lo scudetto, saranno obbligati ad espugnare Torino, è facile che questa volta possano riuscirci. La Juve giocherebbe per non perdere. La vera partita è solo quella, lo sappiamo tutti e da tempo. Infine voglio dire ai napoletani che devono essere già orgogliosi, ma non per il gioco e menate varie…”.

E per cosa?

“Perché ora tante squadre pensano di salvare la propria stagione provando a battere il Napoli. Come anni fa la salvava il Napoli se batteva la Juve. Diventare antipatici come i bianconeri è il passo da fare. Chi vince è sempre antipatico da morire”.

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