Botti e Clemente di San Luca: "Abbiamo querelato Mughini, Parenzo e Cruciani: ecco i motivi!"


Redazione
Interviste
6 DIC 2018 ORE 18:44

Quali le accuse ai querelati? Diffamazione aggravata per l'uso continuo della parola " feccia" rivolte alle persone che hanno organizzato il convegno.

In diretta a "Un Calcio Alla Radio", trasmissione condotta sulle frequenze di Radio CRC Targato Italia da Umberto Chiariello,  è intervenuto Claudio Botti, avvocato: “Io voglio solo dire faccio questa professione da anni e ho sempre sconsigliato querele a mezzo stampa. Questa volta insieme al professor Clemente di San Luca e Catello Maresca abbiamo presentato una querela contro Mughini,Cruciani e Parenzo per diffamazione aggravata. Confronto con Mughini? Non sono disponibile ad un confronto in radio. Se ci sarà, avverrà in tribunale. Quali le accuse ai querelati? Noi riteniamo che ci sia una diffamazione aggravata per l’uso continuo della parola “ feccia” rivolte alle persone che hanno organizzato il convegno al suor Orsola Benincasa. C’è una responsabilità di diffamazione aggravata per Mughini appunto e per i conduttori perché c’è una norma che quando c’è un intervento in diretta il conduttore ha l’obbligo di bloccarlo o quantomeno di dissociarsi. Il signor Cruciani non ha fatto questo, anzi lo ribadisce due volte. Il nostro consulente tecnico ha riprodotto per iscritto questa conversazione e ha depositato il file audio. Te Diegum? Lucida follia elaborata insieme a Guido, un gesto d’amore nel momento in cui tutti scendevano dal carro del vincitore. Era soprattutto un ringraziamento per una persona che aveva consentito al Napoli di vincere”.

In diretta a "Un Calcio Alla Radio”, trasmissione condotta sulle frequenze di Radio CRC Targato Italia da Umberto Chiariello,  è intervenuto professor Guido Clemente di San Luca, professore dell’ Università della Campania Luigi Vanvitelli: "Hanno detto che abbiamo usato fondi pubblici per il convegno? Andiamo con ordine: 1) l’articolo 21 della costituzione sancisce la libertà di pensiero, ma questo non vuol dire che si può dire ciò che vuole; 2) quando queste persone si permettono di definire così questi grandissimi signori significa che non hanno altri argomenti. Loro manifestano un tifo becero, mentre noi abbiamo provato a svolgere un discorso culturale; 3) L’università il luogo del confronto. La prima università in cui si è fatto questo convegno è stata la Vanvitelli e lì è stato pagato tutto a carico mio. Non c’è proprio nulla di cui discutere, sono tutte invettive, di cui dovranno rendere conto dinanzi alla giustizia penale. Noi non ci fermiamo qui, stiamo provando ad organizzare una presentazione del libro a Roma, cercando di coinvolgere quante più autorità possibile. Speriamo che in questa occasione abbiamo i tre grandi mega nazionale, perché si sono sottratti al confronto quando ci siamo visti al Suor Orsola. Te Diegum? Andai da Costanzo a presentarlo.  Volevamo dimostrare che si può essere seri senza essere seriosi, parlare di calcio non vuol dire parlare con quei toni beceri.”

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