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Barak, il padre svela: "La verità sulla prelazione del Napoli e l'incontro con Nedved"

Scritto da Redazione in Interviste13 MAR 2018 ORE 19:08

"Deve maturare e acquisire maggiore sicurezza prima di passare in un altro club. Finora ha giocato solo nel campionato italiano, e non è lì da tanto. Se dovesse trasferirsi, credo che dovrebbe restare in Italia"

 Qualità e quantità, oltre a una buona vena realizzativa: Antonin Barak è l’ultima scoperta dell’Udinese di Pozzo. Il centrocampista ceco, acquistato a gennaio dello scorso anno dai friulani e lasciato in prestito altri sei mesi allo Slavia Praga, è arrivato a fari spenti in estate e si è subito messo in luce, realizzando fino ad oggi sei reti e due assist in 24 presenze. Barak è finito ben presto nei radar degli osservatori di mezza Europa, con molti top club che lo osservano attentamente in vista del prossimo mercato estivo: su tutti la Juventus, affrontata domenica scorsa in campionato, che attraverso il vicepresidente e connazionale del centrocampista Pavel Nedved ha fatto capire di essere interessata al calciatore. Il padre di Barak, Antonin senior, tecnico della Nazionale ceca Under 15, ha parlato di Antonin in esclusiva ai microfoni di Calciomercato.com.

Padre ed ex allenatore di Antonin. Ci parli di lui.

"È un ragazzo sensibile ed è molto ambizioso. Cura attentamente le relazioni interpersonali e odia perdere. Fin da piccolo è sempre stato innamorato dello sport: oltre al calcio, ama il basket, il calcio tennis e il surf".

Lei ha allenato Antonin nelle giovanili del Pribram. Su quali aspetti ha lavorato maggiormente? E oggi in cosa deve migliorare?

"Ho lavorato intensamente sulla sua emotività a ridosso delle partite, mentre a livello tecnico mi sono concentrato sulle conclusioni in porta e le situazioni di 1 contro 1. Ora credo che Antonin debba lavorare ancora sull’aspetto psicologico: un calciatore dà il meglio solo se riesce a essere tranquillo e rilassato. Per il resto deve migliorare la rapidità e la capacità di risolvere le diverse situazioni di gioco durante il match". 

Qual era il rapporto con suo figlio quando lo allenava? E oggi?

"Dal mio punto di vista, il nostro rapporto era basato principalmente sulla relazione padre-figlio;  poi c’era quella allenatore-calciatore. Ho allenato Antonin da quando lui era molto piccolo e quando eravamo al campo mi trattava come tutti i suoi compagni. Voleva sempre discutere con me di ogni aspetto del calcio e lo fa anche oggi: ci sentiamo dopo ogni partita per parlare della prestazione. Non l’ho mai obbligato a farlo, ma se mi chiama sono pronto ad aiutarlo".

Ci racconta il problema fisico che Antonin ha avuto a 17 anni?

"Dopo un infortunio rimediato in palestra in seguito ad un impegno con la Nazionale, negli accertamenti medici in ospedale gli fu diagnosticata un'angina pectoris, che gli ha causato la sindrome della stanchezza cronica. Dopo vari controlli e un periodo di riposo, circa 9 mesi più tardi Antonin è tornato a giocare a calcio".

Si aspettava un impatto così positivo in Serie A? Quanto è stato importante Jakub Jankto per lui?

"Non me lo sarei mai aspettato. Pensavamo potesse essere necessaria almeno mezza stagione per ambientarsi, sia in campo che fuori. Inoltre l’infortunio al bicipite femorale e le difficoltà con l’italiano hanno ostacolato il suo inserimento al suo arrivo. Jankto è un ragazzo eccezionale e ha aiutato molto Antonin al suo arrivo a Udine. Loro due stanno davvero bene insieme e possono contare l’uno sull’altro da quando si sono conosciuti nella Nazionale ceca Under 21".

Antonin ha giocato in varie posizioni: regista, mezzala e in qualche occasione anche alle spalle delle punte. Qual è secondo lei la collocazione tattica migliore?

"A lui piace giocare centrocampista centrale. È il ruolo che ha ricoperto maggiormente nel corso della sua carriera ed è lì che si sente più utile".

Pavel Nedved, vicepresidente della Juventus, ha elogiato pubblicamente Antonin, definendolo “pronto per un top club”. Suo figlio ha risposto prima della partita contro i bianconeri dichiarando: "Nedved è il mio idolo, andrò subito a salutarlo". Che rapporto c’è tra i due?

"Nedved è probabilmente il più grande personaggio di sempre del calcio in Repubblica Ceca. Ha vinto molti trofei ed è un modello per i giovani come Antonin. Mio figlio conosce la storia di Pavel, la sua devozione per il calcio e quanti sacrifici ha fatto per questo sport durante la sua vita; inoltre Nedved è un esempio di come la determinazione possa portarti in alto. Antonin era molto contento quando Pavel lo ha voluto incontrare al termine della sfida tra Udinese e Juventus".

Non solo la Juventus: anche altre big italiane stanno monitorando Antonin. Alcuni rumors parlano anche di alcuni club inglesi, mentre lui ha dichiarato che la sua squadra del cuore è l’Arsenal. Secondo lei è pronto per una grande squadra?

"Credo che è ancora presto e che ci sia tutto il tempo per lasciare Udine. Deve confermare le sue prestazioni nel lungo periodo. Ogni cosa ha il suo tempo. Deve maturare e acquisire maggiore sicurezza prima di passare in un altro club. Finora ha giocato solo nel campionato italiano, e non è lì da tanto. Se dovesse trasferirsi, credo che dovrebbe restare in Italia e non tentare un’esperienza all’estero".

I media cechi hanno parlato di un diritto di prelazione del Napoli per la prossima estate. Può confermare?

"Posso solo dire che, ad oggi, Antonin non ha ricevuto nessuna offerta. Ora è completamente concentrato sull’Udinese".

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