Liverpool-Napoli, pagelle: Mertens segna e dà un dispiacere a tutti. Allan leone, difesa super!


Luca Cirillo
Coppe
28 NOV 2019 ORE 00:46

Nella notte di Anfield si rivedono alcuni riflessi del Napoli che aveva fatto ben sperare ad inizio stagione: compattezza, umiltà, voglia di vincere.

Il Napoli porta a casa un punto d'oro: nella tana dei campioni d'Europa il gol di Mertens (che sembra aver definitivamente perso il sorriso, non ha nemmeno esultato, ndr) pesa come un macigno. Peccato per la rete di Lovren abile a sovrastare lo stesso Mertens e tutta la difesa partenopea e a girare in rete il gol del pareggio. Ottime le prove di Allan, Manolas e Kalidou Koulibaly, che hanno dato consistenza alla squadra quando il Liverpool ha accelerato, soprattutto nella ripresa. Si è rivista in campo un collettivo in grado di soffrire con umiltà, come ha confermato Meret in mixed zone a fine partita ai microfoni dei giornalisti. La qualificazione agli ottavi è più vicina, ma non bisogna abbassare la guardia: le insidie contro il Genk al San Paolo non mancheranno anche se il Liverpool dovrà sudare contro il Salisburgo in trasferta. Ecco le pagelle di Areanapoli.it.

Meret: 6. Il voto potrebbe essere più alto dopo un primo tempo ottimo con una grande parata e buone prese alte. Poi esce con la saponetta tra i guanti e per poco non regala un gol al Liverpool. Fortuna che alle sue spalle c’è Koulibaly.

Maksimovic: 7. Agisce ad elastico tra zona centrale e laterale grazie anche ai rientri di Di Lorenzo e ai raccordi in mediana. Manè è un osso durissimo e spesso scappa, ma lui ci mette centimetri e peso per limitare i danni. Il tutto con grande lucidità.

Manolas: 7+. Alza un muro insieme a Koulibaly. Ritrova il respiro a pieni polmoni e tutta la cattiveria agonistica di cui è capace. Gioca con concretezza e attenzione massima nelle chiusure preventive. Stopper, libero e regista, migliora tutto a vista d’occhio.

Koulibaly: 7,5. Si rivede ad Anfield il vecchio leone senegalese. Salah è stretto nella morsa che crea con Mario Rui sia nello stretto che a campo aperto. Veste i panni del santo volando sulla linea di porta quando Meret decide di uscire con la guantiera dei dolci. La fascia da capitano evidentemente ha avuto il suo peso anche nella direzione dei compagni.

Mario Rui: 6,5. Qualche scoria dell’infortunio ancora c’è, ma se Salah sfonda raramente è anche merito suo. Cala nella ripresa come tutta la squadra, ma garantisce rapidità laterale, chiusure e ripartenze.

Di Lorenzo: 7. Schierato alto al posto di Callejon, taglia bene alle spalle di Maksimovic quando c’è da arginare le sgroppate di Manè che fa soffrire chiunque e quando vuole. E’ lui la valvola di sfogo in uscita. Robertson non osa più di tanto anche per la sua agilità in ripartenza.

Allan: 7,5. Si rivede il mastino, il campione, l’azzanna-caviglie. Si rivede l’anima del guerriero che lotta per i compagni, per se stesso, per i tifosi e per il suo club. Davanti alla difesa è invalicabile, ma anche in palleggio è spesso prezioso.

 Zielinski: 6,5. Si vede poco nel primo tempo, gioca pochi palloni limitandosi a tuffarsi nella mischia da gladiatore aggiunto nelle trame avversarie. Cresce nella ripresa, ed è a lui che il Napoli si appoggia quando c’è da ripartire. Dall'85' Younes: sv.

Fabian: 6. Non è al meglio e si vede subito con diverse giocate fuori misura. Agisce quasi da regista, Ancelotti gli chiede di serrare le fila e di tenere la squadra corta e compatta, ma non sempre ha le misure giuste nel dettare i passaggi. Ci mette le unghie, lotta con caparbietà, ma chiedergli di più sarebbe ingeneroso in una notte simile dopo i problemi avuti.

Mertens: 7. Nell’azione del gol si rivede tutto il repertorio del Ciro scugnizzo che va a disturbare in mediana prima di scattare sul filo del fuorigioco e poi concludere con una fiondata in grado di abbattere un ciclope come Alisson. L’intesa con Lozano è tutta da costruire e l’aspetto emozionale incide non poco. Nel corso della ripresa ne indovina poche. Dov’è finito il suo sorriso? La mancata esultanza dopo il gol è un dispiacere per tutti. Dall'80' Elmas: 6,5. Gioca quasi da veterano e tiene bene nel palleggio necessario per far scorrere i minuti. Su di lui si può fare affidamento.

Lozano: 6. Nel primo tempo non si intende quasi mai con Mertens, ma risulta prezioso il pressing sui terzini dei Reds e sulle prime fonti di gioco di Klopp. I compagni non lo servono nel modo giusto. Dà profondità alla squadra con grande senso del sacrificio, alla lunga paga lo sforzo. Dal 71' Llorente: 6. E’ quel che serviva per dare un senso ai rilanci lunghi per far respirare la difesa sotto assedio. L’impegno non manca.

Ancelotti: 6,5. Non un Napoli sontuoso, ma un Napoli guerriero, ritrovato sul piano dell’approccio collettivo necessario per cementare un gruppo in ogni momento del match. Un punto d’oro ed è quasi fuori luogo analizzare la sua gestione in una notte che sa di impresa e che può essere il punto di un nuovo inizio.

Luca Cirillo

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