Genk-Napoli, pagelle: Milik disastroso, Lozano e Ancelotti in cerca d'autore! Meret salva tutti


Luca Cirillo
Coppe
2 OTT 2019 ORE 21:26

Prova incolore per la squadra di Ancelotti che ancora una volta dimostra di non avere una chiara identità tecnico tattica: troppa confusione!

Il Napoli non va oltre lo 0-0 sul campo del Genk ed in parte vanifica il clamoroso 2-0 rifilato al Liverpool nella giornata precedente della Champions. Ora la squadra di Carlo Ancelotti è a 4 punti in attesa della sfida che vedrà la squadra di Klopp affrontare il Salisburgo che, nella prima gara aveva battuto il Genk 6-2. Errori molto gravi sotto porta da parte di Arek Milik nel primo tempo e di Josè Callejon nella ripresa. Nemmeno l'ingresso in campo di Dries Mertens e Fernando Llorente ha cambiato la storia del match. Prova insufficiente anche per Hirving Lozano, apparso disorientato. Ecco le pagelle e i voti di Areanapoli.it. Tra i peggiori anche Allan, lontano parente del calciatore apprezzato nella prima parte di stagione dello scorso anno.

Meret: 7. Ancora una notte da campione in Europa: salva il Napoli da due possibili capitolazioni ed è tempestivo nelle uscite.

Di Lorenzo: 6,5. Si conferma tra i migliori della squadra per forma e abnegazione. Ad un primo tempo nel ruolo naturale abbina un secondo sulla corsia mancina in cui non corre rischi. Jolly affidabile.

Manolas: 6,5. Una saracinesca mobile che garantisce sicurezza per vie centrali e veloci ripartenze. E’ sulla buona strada verso il top della condizione.

Koulibaly: 6,5. Samatta prova a metterlo in difficoltà, ma finisce per rimbalzare contro un muro. Prova a rendersi pericoloso anche in avanscoperta. Sulla strada della “guarigione”?

Mario Rui: 6,5. Inizia con il piede sull’acceleratore tra affondi e ripiegamenti puntuali. E’ il più propositivo del Napoli nella prima mezzora. Esce lui, per infortunio muscolare e la squadra non punge più con continuità. Dal 33' Malcuit: 6. Inizia sull’out mancino ed è evidente la sofferenza a ritroso. Quando Ancelotti lo rispedisce a destra la musica cambia grazie a falcate che danno ampiezza e profondità. In alcuni casi commette falli inutili.

 Callejon: 5. Sfiora il gol nel primo tempo con il portiere avversario che devia il pallone sul palo su un suo tiro a botta sicura. Nella ripresa, tuttavia, si macchia di un errore grave e clamoroso quando calcia sul fondo la sfera su cui c’era scritto “basta spingere”. Cala vistosamente nel finale.

 Elmas: 6. Segnali importanti nel cuore del campo nelle tre fasi. Gestisce con personalità molti palloni.  Gli manca la rapidità di pensiero. Dal 58' Mertens: 6. Entra lui e il Napoli si accende. Si accentra e si allarga per non dare riferimenti. Buoni spunti, ma non riesce a marchiare a fuoco un match che in parte vanifica la vittoria contro il Liverpool.

Allan: 5. Troppo pochi i buoni recuperi con aperture di gioco precise, sono gravissimi gli errori che commette consentendo al Genk di rendersi pericolosissimo. Nel finale perde un pallone incredibile mentre il Napoli prova il forcing finale.

Fabian: 6-. Prova incolore, quasi mai illumina i compagni e anche in chiave difensiva palesa talune difficoltà soprattutto quando è sotto pressione. 

Lozano: 5. Sembra spaesato e senza riferimenti. Nel primo tempo è quasi totalmente fuori dal gioco e corre a vuoto. Meglio nella ripresa quando si allarga per provare il dribbling e la profondità prima del cross. Poco ispirato o in piena confusione?

Milik: 4,5. Chance importante in Champions, ma il polacco non ripaga la fiducia di Ancelotti: colpisce legni e spara alto, di testa, da posizione favorevole. Involuzione inspiegabile, difficile accampare scuse. Anche nel palleggio risulta legnoso. Dal 72' Llorente: sv. Difficile esprimere un giudizio visto che non viene servito come dovrebbe. Prova ad uscire dall'area per dialogare con i compagni, ma i compagni non sono precisi.

Ancelotti: 5. In cerca d'autore come Lozano che aspetta una chiara collocazione tattica. Forse sarebbe il caso di trovare una fisionomia precisa e meno liquida a cui abbinare un fisiologico turnover piuttosto che considerare tutti potenzialmente interscambiabili. Insigne scelta tecnica o un caso? Mandarlo in tribuna fa comunque rumore.

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