Italia patetica: da Salvini a Malag˛, il festival dell'assurdo contro il Napoli di Ancelotti


Luca Cirillo
Campionato
11 GEN 2019 ORE 21:24

Avvilenti le parole del presidente del Coni nei confronti del club partenopeo sul caso dei cori razzisti a Koulibaly. Italia incapace di guardare avanti.

Dopo le parole di Salvini (proprio lui, l'autore del famoso coro razzista e antinapoletano a Pontida nel 2009) che ha definito il razzismo negli stadi "rivalità da quartiere" (davvero incredibile visti i chiari ululati razzisti di San Siro contro Koulibaly in occasione di Inter-Napoli), oggi è arrivata la clamorosa bordata del presidente del Coni Giovanni Malagò che è tornato a parlare dei fatti di del 26 dicembre scorso, soffermandosi in particolare sui provvedimenti da adottare in caso di cori e buu razzisti e dell'intenzione manifestata dal Napoli di interrompere le proprie partite al prossimo episodio che veda coinvolti suoi giocatori: "Darei ragione al 100% al Napoli, ma non si possono fare le regole loro, se le regole se le fa una squadra o un allenatore, è finita. Non si può fare".

Ma cosa dice Malagò? "I calciatori hanno diritto di lasciare il campo (come suggerisce Ancelotti) se le autorità non riescono a proteggerli", parole della UEFA e di FifPro. Sarebbe doveroso informarsi prima di dire qualcosa, caro presidente! Per non parlare delle parole di Senaldi, direttore di Libero: "Un conto è la violenza, un conto sono i cori. Il calcio deve uscire dalle proprie ipocrisia. Una partita si è giocata con i morti dell’Heysel. Ritengo che se uno se sente un coro e si ferma, mette in mani ai tifosi la sorte di un campionato. "Lavali col fuoco” coro da stadio, la violenza è altra cosa Se uno non può dire arbitro cornuto nemmeno allo stadio diventiamo una società proibizionista. Non voglio che lo stadio diventi una zona franca, ma non voglio che si pretenda da parte di chi va allo stadio un comportamento migliore da quello che uno ha nella sua vita normale dove può capitare di mandare al diavolo qualcuno”. Il festival dell'assurdo di un'Italia patetica e allo sbando da anni che preferisce attaccare il Napoli di Carlo Ancelotti, un tecnico che ha girato il mondo intero vincendo ovunque e che solo in Italia ha ravvisato la vergogna assoluta degli insulti e del razzismo da stadio. Ci sarebbe tanto da imparare da lui, invece i soloni italioti preferiscono restare arroccati nella loro mediocrità avvilente piuttosto che trovare contromisure.

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