Polstrada Toscana smaschera gli juventini: "Nč spranghe, nč pietre, solo un diverbio coi napoletani!"

Scritto da Redazione in Varie20 MAR 2017 ORE 18:38

La redazione del Napolista ha contattato Paolo Pomponio, comandante della Polstrada toscana, per ricostruire la vicenda degli scontri tra napoletani e juventini nel prepartita di Empoli-Napoli: «Abbiamo ricevuto un allarme proveniente dal bus che ospitava i tifosi della Juve diretti a Genova. Sul tratto Arezzo-Firenze, all’altezza di Impruneta, sono stati avvicinati da alcuni van (mezzi da nove posti) occupati da tifosi del Napoli. Da lì è scattato un diverbio verbale che poteva trasformarsi in aggressione fisica, ma che è stato evitato grazie alla “fuga” del bus della Juventus, che è riuscito a svincolarsi e a procedere nel percorso verso la Liguria»

Cosa intendiamo per diverbio? «Una discussione molto accesa, di quelle che capitano per le strade. I tifosi del Napoli hanno avvicinato il bus e hanno colpito la carrozzeria con delle aste di bandiera di materiale plastico. Nessuna spranga di ferro, nessuna pietra. Il bus è stato danneggiato, ma solo alla carrozzeria. È importante dare bene la notizia, nel senso di non enfatizzare i fatti e raccontare di un raid o di un assalto. Le mie parole vogliono chiarire proprio questo punto».

Il resto del racconto: «Quando ci hanno segnalato l’accaduto, ci hanno fornito dei numeri di targa. All’uscita di Empoli, uno di questi veicoli corrispondenti è stato intercettato. Gli occupanti sono stati identificati, e nel van sono state trovate le aste di bandiera utilizzate per colpire il bus. Il secondo mezzo è stato intercettato sulla strada del ritorno, quindi sul tratto Firenze-Arezzo».

Conclusione: «Il nostro dispositivo di prevenzione ha funzionato, in quanto dopo l’allerta abbiamo subito rintracciato gli aggressori. Avevamo predisposto le nostre forze per l’arrivo dei tifosi napoletani a Empoli, e abbiamo svolto al meglio il nostro lavoro. Ora, tutte le informazioni raccolte sono state passate alla Digos, che procederà secondo i termini di legge».

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