Striscioni razzisti, lo Juventus Stadium perde la "partita della civiltà"

2 aprile 2012 12:49, di Claudia Racioppi - 3.738 visite

Il grande De Flippo diceva: "Adda passà ‘a nuttata", e la notte più amara per i tifosi napoletani, quella col sapore indigesto di una cocente sconfitta a Torino, con la Juve che si è imposta per 3-0, è trascorsa, portando consiglio e lasciando le porte aperte alle solite polemiche sugli errori di una squadra che sembra sia rimasta a Capodichino. Bisogna essere obiettivi, la Juventus è stata nettamente superiore e ha meritato in pieno la vittoria. Una vittoria però, che non può essere conferita, dal punto di vista morale, a molti dei suoi "tifosi" che si sono accompagnati da striscioni razzisti, di pessimo gusto. Il Calcio, si sa, è una grande vetrina e ieri sera si è data la chiara dimostrazione di come, all'interno di una struttura neonata e all'avanguardia come quella del nuovissimo stadio bianconero, in completa disarmonia con tale progresso si covino ancora vecchi rancori che non hanno ragione di esistere, figli di una cieca ignoranza. Tali episodi sono la triste dimostrazione di come il calcio italiano fatichi, anche sotto questi allarmanti e significativi aspetti, ad avanzare nel suo tentativo di svecchiamento, per liberarsi una volta per tutte da un radicato bigottismo. In Inghilterra, ad esempio, oltre ad esservi gli stadi più belli del mondo, gli episodi di razzismo vengono puniti a muso duro. In Italia invece, striscioni o cori offensivi, di istigazione all'odio, sono una prassi, sulla quale il più delle volte le Istituzioni Calcistiche sorvolano ancor più barbaramente. In tali infelici occasioni, il calcio dovrebbe rimanere "solo" calcio e non andare oltre i suoi confini, per sfociare in qualcosa che gli sfugge e non gli appartiene. Gli sfottò e le rivalità fanno sicuramente parte del suo mondo, ma solo quando restano nei confini della sportività, del fair play, del buon senso. Gli striscioni devono essere uno strumento per dare sfogo all'ironia, devono essere ideati ricorrendo ad una grande elasticità mentale e intelligenza, per regalare un sorriso, una riflessione, cosa in cui i tifosi del Napoli, ad esempio, sono maestri. Se invece generano una smorfia di disgusto e di indignazione, come nelle varie occasioni torinesi di ieri sera, significa che sono stati partoriti da menti meno abili ad avere padronanza del proprio, presunto intelletto e che scelgono la facile scappatoia dell'insulto gratuito. Il Calcio è anche, soprattutto, la" partita della civiltà", l'occasione di poter dare il buon esempio a chi lo segue. In questo, ieri sera, lo Juventus Stadium e molti dei suoi "tifosi", hanno fallito miseramente.

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