"Zitto e pensa di giocare, testa di c***o". Bonucci ascoltò e rispose

Scritto da Redazione in Rassegna Stampa16 LUG 2017 ORE 08:43

Per molti tifosi la colpa era dei giornalisti, che giocano a fare terrorismo psicologico. Ma la realtà è che il divorzio tra la Juventus e Leonardo Bonucci è stato tutto tranne che un fulmine a ciel sereno. Anche se parliamo di un simbolo della juventinità 3.0, uno che da squalificato andava a vedersi le partite in curva. E non per piaggeria. Quello che ha stupito è stata la destinazione, il Milan, ma che la Juve, una volta fatto all-in su Allegri, avrebbe venduto il suo difensore più forte era poco meno che scontato. I problemi tra tecnico e giocatore sono deflagrati nella seconda parte di questa stagione, anche se tra i due non c'è mai stato un feeling particolare.

CONTIANO DI FERRO - Bonucci considera Antonio Conte il suo mentore calcistico. "Se sono diventato quello che sono lo devo al mio tecnico della Berretti della Viterbese Carlo Perrone, al motivatore Alberto Ferrarini e a lui. In panchina è il migliore di tutti". Bonucci non condivide certi metodi di Allegri, meno "martello" rispetto a Conte. Il fatto che Max gli chieda di usare meno il suo lancio lungo c'entra fino a un certo punto. Anzi, con la nuova gestione Bonucci continua la sua crescita, diventando anche difensore parecchio affidabile. Il tecnico, come riporta Gazzetta.it, non può che apprezzare un giocatore di tale livello. E i 7 (!!) trofei alzati insieme aiutano la convivenza, almeno fino a Juventus-Palermo dello scorso 17 febbraio.

DISGUIDO SUI CAMBI - Leo dice a Max di cambiare Marchisio, affaticato. Allegri la prende male e gli urla "Zitto e pensa a giocare testa di c...". Bonucci risponde con un'espressione di fastidio. Il tutto amplificato da 20 e passa telecamere. "Se Bonucci un giorno vorrà allenare - dice Allegri in sala stampa - avrà da imparare, ma intanto ha sbagliato. E anche io con lui". Lo strascico però è pesante: Bonucci viene spedito in tribuna nell'andata degli ottavi di Champions col Porto. Si guarda la partita seduto su uno sgabello vicino a Marotta e Nedved, ma ci resta malissimo.

CARDIFF - Ricomporre fratture del genere è complicato. Allegri e Bonucci, da persone intelligenti, decidono di remare nella stessa direzione fino a fine stagione. Poi c'è la disgraziata finale di Cardiff, con quell'intervallo di bisticci ufficialmente smentiti da tutti ma più che mai ricorrenti nelle voci di corridoio. Dani Alves con Dybala, Bonucci ancora con Allegri e persino Barzagli. Poco importa ormai. Resta un clima però potenzialmente a rischio al via della nuova stagione, con Allegri più che mai saldo timoniere fresco di rinnovo. E la Juve, artificiere di provata efficacia, preferisce disinnescare immediatamente tutte le potenziali "bombe a orologeria". Da Alves a Bonucci, poi accolto come il nuovo re di Milanello. Perchè la filosofia è sempre quella, da decenni: la squadra è al di sopra di tutti i singoli, anche di quelli molto forti.

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