Caso Insigne, retroscena sul blocco juventino: il colpevole dello sgarbo ha un nome e cognome

Scritto da Redazione in Nazionale14 NOV 2017 ORE 21:53

L'Italia si risveglia con le ossa rotte. La qualificazione ai mondiali l'avevamo data tutti (o quasi tutti) per scontata. E invece in 180' contro la Svezia solo tante occasioni figlie di ansia e paura e nessun gol. Incredibile, nessun gol contro i "salatori di merluzzo", gli svedesi, come li ha definiti qualcuno ironicamente sui social. Eppure il talento alla squadra di Ventura non manca. Se pensiamo a Insigne, El Shaarawy, Immobile, Belotti e tanti altri, impossibile pensare che a giocare i mondiali in Russia ci andranno gli scandinavi e non noi. Ecco, forse siamo stati tutti presuntuosi. Ma il presuntuoso più presuntuoso di tutti, ovvero il colpevole numero uno al di là di ogni discorso possibile su un movimento da rifondare, ha un nome è cognome: Giampiero Ventura. Colui che si è dimenticato sia di Insigne che di El Shaarawy. Quest'ultimo, quando è entrato, ha dimostrato di poter mettere in difficoltà la legnosa retroguardia dei gialli nordeuropei. Ma era già troppo tardi o quasi. Tra l'altro, il battibecco in panchina tra il vice di Ventura e De Rossi, che non voleva entrare in campo ("fate entrare Insigne, con me non si vince"), smonta anche una bugia sul blocco juventino che, secondo qualcuno, non voleva Lorenzinho in campo. Un retroscena raccontato da alcuni addetti ai lavori che, a quanto pare, non aveva solide radici nella verità. Nessun veto sul talento del Napoli, De Rossi, senatore del gruppo storico dell'Italia, lo ha confermato. Solo una "fissa" di Ventura. Che con Napoli ha dimostrato di non avere un grosso feeling già in passato.

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