Pardo: "Napoli città piena d'anima! Quanti stereotipi, l'auto me l'hanno fregata a Milano"

Scritto da Redazione in Interviste12 AGO 2017 ORE 15:11

Il popolare giornalista Mediaset, Pierluigi Pardo, ha rilasciato alcune dichiarazioni in una lunga intervista al Mattino:

Lei è un romano che ama Napoli.

"E ho trascorso qui una parte delle mie lunghe vacanze, perchè ho staccato il 10 giugno e riparto il 10 agosto, anche se vi sono stati intermezzi di lavoro per le telecronache e per preparare Tiki Taka. Ho un rapporto speciale con la città grazie ai colleghi di Canale 21 e ai napoletani che mi hanno fatto conoscere le storie più belle e gli angoli più particolari di questo immenso tesoro. Sono stato tra Napoli e Procida nei giorni dell' emergenza Vesuvio: quegli incendi provocano un profondo dolore anche in chi napoletano non è".

Napoli in una parola.

"Sudamericana, nel senso che ha la magia di una città piena di anima. È ulteriormente cresciuta la sua vocazione internazionale grazie alla scelta di Apple di aprire qui un campus o allo show voluto da Dolce e Gabbana. Ci sono stereotipi, come quello sulla sicurezza. Mi hanno fregato una sola auto, a Milano, dove vivo. A Napoli mai successo niente. Di certi preconcetti assurdi i napoletani perbene sono le prime vittime".

Napoli è il Napoli. Trent' anni fa, quando arrivò il primo scudetto, si parlò di vittoria sportiva e di riscatto sociale. E oggi, con gli azzurri che aspirano al grande sogno?

"Il Napoli di trent' anni fa era Maradona, quasi interamente riassunto in questa mitologica figura di campione. È diversa la situazione di questo Napoli, che ha grandi giocatori ma non ha il leader assoluto ed è il risultato di un razionale progetto tecnico e imprenditoriale. Se dovesse vincere lo scudetto, sarebbe un segnale importante: si può farcela anche senza il super uomo, quello che arriva e ti conduce là dove non saresti mai arrivato, ma con il lavoro e le idee. Io non credo a una corrispondenza tra il momento di una città e di una squadra. Prendete Milano, che ha vissuto il suo periodo peggiore nel calcio con Inter e Milan proprio quando c' era il rilancio della città attraverso l' Expo. Eviterei le invasioni di campo, tanto per usare un' espressione calcistica".

Il pallone d' estate la diverte?

"Per la verità, in questo periodo mi divertono di più le uscite in barca o sul gommone tra Ponza e le località del Sud. Ho fatto un salto in Provenza, pensavo che si trattasse di una zona molto pubblicizzata e invece ho scoperto un territorio affascinante con quelle distese di lavanda. Da pischello, facevo altro tipo di vacanze: nel mio curriculum quattro viaggi Interrail e un Erasmus. Il calcio d' estate è in tutti i sensi un preliminare: diverte aspettando che comincino le partite vere".

C' è preliminare e preliminare, però.

"Certo, quelli che il Napoli dovrà giocare tra pochi giorni per accedere alla Champions League sono appuntamenti decisivi per la stagione: un evento che riempirà il San Paolo. È straordinaria la fame di calcio che c' è: sto commentando le partite dell' International Champions Cup, stadi pieni in ogni continente. Noi abbiamo la fortuna di vivere e raccontare queste emozioni".

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