"Juve-'Ndrangheta?", Mauro risponde così. Pistocchi ritwitta: "L'imbarazzo"

Scritto da Redazione in Interviste20 MAR 2017 ORE 11:28

L'ex centrocampista di Napoli e Juventus, Massimo Maro, oggi commentatore tecnico ed opinionista di Sky Sport, ha espresso alcune considerazioni sul campionato italiano. In particolare, soffermandosi sul deferimento comminato al presidente Agnelli, Mauro ha affermato (in maniera non molto esplicita): "E' chiaro che se dentro a 50 persone, che sono i rappresentanti dei tifosi organizzati, c'è qualcuno che... Beh, questo è un problema. Ma questa persona è figlio di... Il papà ha avuto problemi con la giustizia, ok, ma lui no. Io però non so neanche chi è e chi non è... Però è questa la storia". "L'imbarazzo" è il commento che circola sui social alle parole dell'ex Juve e che è stato ritwittato anche da Maurizio Pistocchi, con tanto di filmato allegato. Ricordiamo che Agnelli è stato deferito dalla Procura federale per non aver impedito "a tesserati, dirigenti e dipendenti della Juventus di intrattenere rapporti costanti e duraturi con i cosiddetti 'gruppi ultrà', anche per il tramite e con il contributo fattivo di esponenti della malavita organizzata". Sul bagarinaggio, poi, nelle motivazioni della Procura si parla di provvedimento "per la violazione dei principi di lealtà, correttezza e probità e dell'obbligo di osservanza delle norme e degli atti federali, perchè, nel periodo che va dalla stagione sportiva 2011-12 a quantomeno tutta la stagione sportiva 2015-16, con il dichiarato intento di mantenere l'ordine pubblico nei settori dello stadio occupati dai tifosi ultrà al fine di evitare alla Società da lui presieduta pesanti e ricorrenti ammende e/o sanzioni di natura sportiva, non impediva a tesserati, dirigenti e dipendenti della Juventus di intrattenere rapporti costanti e duraturi con i cosiddetti 'gruppi ultras', anche per il tramite e con il contributo fattivo di esponenti della malavita organizzata, autorizzando la fornitura agli stessi di dotazioni di biglietti e abbonamenti in numero superiore al consentito, anche a credito e senza previa presentazione dei documenti di identità dei presunti titolari, così violando disposizioni di norme di pubblica sicurezza sulla cessione dei tagliandi per assistere a manifestazioni sportive e favorendo, consapevolmente, il fenomeno del bagarinaggio".

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