Imparato: "Futuro di Sarri, l'erede di Reina e il colpo da 90 del Napoli! Mi terrorizza..."

Scritto da Redazione in Interviste13 APR 2018 ORE 19:15

Juve e Napoli un confronto filosofico: "Due modi di intendere il calcio: Sarri più puro, Allegri più funzionale per una società come la Juve".

Rush finale, lotta scudetto, mercato e futuro di Sarri: è un momento caldissimo per il Napoli tra presente e futuro. Per fare il punto della situazione abbiamo contattato il collega Ilario Imparato, direttore di NapoliPress, ParisPress, AzMagazine e firma di una rubrica sul giornale rumeno Loto Prono.

Napoli vittorioso in rimonta, agli sgoccioli. Sta finendo la benzina, è finita la benzina, ora arriva la ripresa: quale di queste opzioni è la più corretta?

“Non è finita la benzina, ma sembrerebbe che si stia affievolendo la fiducia: meno partite mancano alla fine e più la Juve diventa famelica e cannibale.  Il Napoli ha costruito la sua stagione sul sogno scudetto e per molti tratti della stagione ha dettato legge, è stato battistrada dominando in cima alla classifica: ora non credo si possa trattare di mancanza di energie fisiche visto che la squadra è in grado di correre e lottare fino all’ultimo minuto. Sicuramente ci sarà stato un richiamo di preparazione per affrontare al meglio questo rush finale, però l’approccio iniziale nelle partite contro Sassuolo e Chievo non è stato tipico di chi ha tutti i fattori psicofisici al top, ovvero come il Napoli ci aveva abituati fino a qualche settimana fa”.

Prima dello scontro diretto del 22 aprile, ovvero Juventus-Napoli, gli azzurri devono affrontare Milan fuori e Udinese in casa: cosa ti aspetti da qui a quel fatidico giorno?

“Una squadra che ha siglato un patto scudetto senza nascondersi sin dall’estate e che deve recuperare quattro punti alla Juventus, credo debba di default fare di tutto per regalare ai tifosi i sei punti prima dello scontro diretto. Naturalmente non sarà semplice perché la cura Gattuso sembra funzionare e il Milan è comunque in salute nonostante assenze e defezioni che ha anche il Napoli. Due mesi fa sarebbe stata una gara più agevole per gli azzurri, oggi invece servirà maggiore impegno e concentrazione. Tra l’altro si gioca prima della Juventus. Con l’Udinese al San Paolo, inutile dirlo, mi aspetto una vittoria senza sforzi eccessivi prima del big-match di Torino”.

Futuro di Sarri: cosa ti risulta? Resta o va via?

“E’ un enigma sia per motivi societari che tecnici e di stimoli. Molto dipenderà anche dai risultati: tra primo e secondo posto passa un mondo sul piano progettuale ma anche emozionale e tutte le certezze, le strategie consolidate, possono cambiare tra testa e cuore. Non vorrei aspettare la fine del campionato per conoscere il suo futuro, ma mi sembra che Sarri per il Napoli e il Napoli per Sarri possano rappresentare reciproche garanzie e il giusto compromesso in relazione alla continuazione di un progetto che può regalare un sogno. Se poi dovesse sfumare per un soffio quest’anno, l’auspicio è rivedere la squadra comunque tra le favorite ai nastri di partenza nella prossima lotta per lo scudetto oltre a competizione europee non da sacrificare come è capitato quest’anno. Sarri merita di allenare una squadra di livello mondiale, questo è certo, ma non credo sia agevole, come si pensa, passare dal Napoli che è comunque un top club, ad uno di quelli che fanno le semifinali di Champions. Ci vorrebbe un po’ di tempo per catechizzare i top players e non so se questi abbiano la voglia di cospargersi il capo di cenere per imparare velocemente i suoi dettami e insegnamenti. Non è un caso che il calcio di Guardiola e Sarri sia praticato da pochissime squadre al mondo. I grandi club non ti aspettano. Per tali motivi credo che Sarri e il Napoli trovino un accordo per reciproco interesse in base ai parametri del club. E mi auguro  che il matrimonio possa durare a lungo”.

De Laurentiis contestato al San Paolo e non è la prima volta. A gennaio si poteva fare di più? 

“Se ragioniamo con logica  e freddezza, De Laurentiis è inattaccabile. E’ ovvio che il tifoso, di pancia, quando vede che sta sfumando il sogno scudetto, ha necessità umanamente di immolare un capro espiatorio e il vertice più alto della piramide si presta a tale esercizio. Quindi è ovvio che, dopo il calciatore in campo, il primo ad essere contestato è il dirigente, il presidente dietro la scrivania. Tutto è perfettibile, a gennaio si poteva fare qualcosa, certo, ma se sposi il credo di Sarri e per cullare il sogno scudetto sacrifichi Europa League e Coppa Italia, comprare tanto per comprare non serviva a molto. Bisognava ampliare la rosa con calciatori funzionali, ma non mi sembra che il club si sia mai sottratto economicamente ai propri doveri. L’unico calciatore che sarebbe stato pronto per scendere in campo era Deulofeu, i vari Politano e Verdi difficilmente avrebbero trovato spazio e la conferma viene dal fatto che Sarri oltre a Zielinski e Milik, ma solo ora, oltre a Tonelli, Diawara e Rog solo per necessità, non è che faccia affidamento su tanti nomi.  Non possono essere questi i motivi della contestazione”. 

Pregi e difetti di Sarri…

“Trovare il pelo nell’uovo è sempre possibile, ma si rischia di apparire presuntuosi, impopolari e in malafede. Il tecnico toscano fino ad ora ha fatto benissimo, non ha mostrato grandi difetti. Magari mi aspettavo qualche assetto più camaleontico in determinate circostanze, qualche variante vincente, ma non ci sono le controprove. I pregi sono quelli di aver messo il Napoli sugli altari, negli occhi e sulla bocca di tutti gli intenditori di calcio e di tutti gli appassionati di questo sport che tendono a complimentarsi con lui per il gioco, la visione, per numeri e anche per applicazione e metodo”.

Pregi e difetti di Giuntoli…

“Complicato dirlo. Gli obiettivi vengono dettati dalla società e spesso vengono tenuti segreti tra aspetti tecnici ed economici. Non possiamo mai sapere del tutto se ha fatto bene o male il suo lavoro in base a quanto gli è stato chiesto. Mi sembra comunque che abbia condotto in porte buone trattative e i rinnovi contrattuali dei calciatori importanti della rosa sono comunque un grande merito. Ad oggi gli si può dare una pienissima sufficienza se non un 7. Le responsabilità di un direttore sportivo o generale non sono mai individuali ma collettive, lui agisce in una comunione di intenti:  se sbaglia non sbaglia da solo, se fa bene deve rendere merito a chi gli ha consentito di lavorare in un certo modo dandogli strumenti giusti, dal club al tecnico, al calciatore”.

Pregi e difetti di Insigne… A proposito, una tua valutazione sull’episodio dei fischi e della sua reazione.

“In un recente passato sono stato molto critico con Lorenzo, ma allo stesso tempo, da Benitez in poi, ne ho tessuto le lodi. Ha avuto una maturazione strepitosa fino a diventare il riferimento della squadra, al punto che lo stesso Sarri gli ha consegnato la “guida” del gruppo e della piazza. Pregi: si è saputo migliorare, la dedizione al lavoro, la professionalità, naturalmente la qualità tecnica e la classe ormai conclamata e anche la lucidità tattica. Difetti: premesso che tutti i campioni commettono errori, a Insigne dico di evitare ogni eccessi di leziosità in favore della praticità, ma senza dimenticare che la stessa leziosità corredata da colpi di classe, gli ha consentito di arrivare a certi livelli anche in nazionale. Forse dovrebbe lavorare sul self control, contenersi davanti agli umori della piazza per non fomentare pettegolezzi inutili. Soprattutto se poi sei capace di disegnare arcobaleni decisivi: meglio far parlare la qualità. I tifosi credono molto in lui, è se sei un riferimento lo sei sempre, nel bene e nel male”.

Mercato del prossimo anno: sarà rivoluzione o consolidamento? Chi potrebbe andare via secondo te?

“Dipende molto dall’esito di questo campionato. Potrebbe arrivare un’offerta irrinunciabile per Koulibaly. E a quel punto credo che l’agente, il calciatore e il Napoli facciano delle valutazioni. Naturalmente mi auguro di no per rivedere ancora il senegalese al centro della difesa. Occhio a Jorginho per il quale lo United potrebbe offrire 60 milioni di sterline. Anche Diawara è nel mirino della Premier, il Tottenham è molto interessato. Al posto di uno dei due arriverebbe Torreira, gioiellino per il quale Ferrero alza il prezzo un giorno sì e l’altro pure. Al Napoli piace molto ma è un calciatore che porta troppo palla per i gusti e gli standard di Sarri. Per gli esterni c’è Vrsaljko che è gradito per la capacità di correre lungo le due fasce. In attacco, confermati Callejon e Insigne, si spera nella voglia di Mertens di restare ancora – le offerte dall’estero non mancheranno - anche se non credo il Napoli faccia valutazioni eccessive visto che Milik e Inglese sono due investimenti da legittimare e difendere, così come Maksimovic in difesa. Il Napoli proverà il colpo da 90: rivendico (ride, ndr) la paternità della notizia data in tempi non sospetti proprio ad Areanapoli.it sul mio pupillo, ovvero Federico Chiesa, che sarà certamente l’uomo del mercato estivo 2018 per tutta la Serie A. Mi auguro che De Laurentiis voglia offrire alla Fiorentina i 40 milioni richiesti per tanti motivi: è gradito a Sarri, è esplosivo, è un predestinato, infiammerebbe il San Paolo, sarà il pilastro della Nazionale e soprattutto è il profilo perfetto per il Napoli anche sul piano contrattuale”.

Argomento portieri: qual è la migliore soluzione?

“Premesso che avrei tenuto nascosto l’accordo tra Reina (grande uomo spogliatoio per il Napoli) e il Milan, ma i rumors sono fatti per essere spifferati, credo che i rossoneri cederanno Donnarumma destinato ad essere titolare sotto la torre Eiffel con la maglia del PSG. Per il Napoli mi risulta che il primo nome della lista sia un nome di caratura internazionale che fa le coppe: parlo di Rui Patricio, un portiere di trent’anni integro, bravo ed esperto. E’ l’indiziato numero uno per sostituire Reina. Ci sarebbe anche Perin, ma costa troppo e soprattutto il club azzurro vuole un profilo già pronto e dal grande background”. 

Chi ritroveremo il prossimo anno tra centrocampo e attacco?

“Insigne, Callejon, Albiol, Ghoulam, Hysaj, Zielinski, Hamsik, Allan… L’ossatura è quella. Il rischio di perdere qualcuno della colonna vertebrale della squadra, c’è, e un po’ mi terrorizza se, ripeto, penso a Mertens, Koulibaly  o Jorginho, ad esempio. Ma credo che il Napoli abbia la forza di trattenere tutti o quasi. Difficile fare previsioni ora, ma immaginate chi c’è già più qualche correzione tra entrata e uscita con Torreira, Chiesa e Rui Patricio. Direi non male”. 

Sarrismo o Allegrismo?

“Affezionarsi troppo a filosofie e correnti, non è mai un esercizio da consigliare. Il Sarrismo è un modo di giocare di cui Guardiola ci ha già raccontato qualcosa e che francamente non può non piacere. Dunque tutto ciò che è simile a quello che rappresenta tra campo e dialettica, è semplicemente delizioso, è balsamo per la mente e gli occhi. Allegri e il “circo”, invece, è ciò che appartiene all’intero sistema Juve che gode di due tre squadre titolari di alto livello. Max quando parla fa trasparire l’inconfondibile stile Juve, che attira l’attenzione, ha fascino e carisma. Si è incastonato bene nel modus operandi del club. A me piace tanto, ma secondo me piace a tantissimi tifosi in generale, e lo stesso De Laurentiis gli ha strizzò l’occhio prima che scegliesse il Milan. Sono due modi di intendere il calcio: Sarri più puro, Allegri più funzionale per una società come la Juve. Ambedue apprezzabili, entrambi spot per il calcio”.

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