ESCLUSIVA - Wijnaldum: "Il Napoli è grande! Mertens mondiale. Il mio consiglio al Feyenoord. De Guzman..."

Scritto da Gianluca Vitale in Interviste26 SET 2017 ORE 10:18

"Zidane il mio idolo, sono cresciuto nel suo mito. Insigne 10 come 'Zizou' e Baggio? Ha tutto per onorare il loro numero". Parola di un altro "10": quello dell'Olanda. Per gli amici è "Gini", per gli avversari un vero tormento: "Gioco un po' ovunque, mi piace svariare". Ne sa qualcosa anche il Napoli: chiedetelo a Mazzarri. "Fu una bella vittoria, in uno scenario affascinante". Sulla squadra allenata da Sarri, Georginio Wijnaldum ha le idee chiare: "Mi ha fatto un'ottima impressione". Il centrocampista del Liverpool ha mosso i suoi primi passi nelle giovanili dello Sparta Rotterdam, ma è nel Feyenoord che ha conosciuto (prestissimo) il grande calcio: "Quanto ho aspettato quel giorno! Esordire così giovane è stato fantastico". L'esplosione con i biancorossi, poi col PSV si è consacrato: "Lo scudetto da capitano è qualcosa che ti segna". A Eindhoven, ha condiviso maglia e trofei con Dries Mertens: "Un amico, prima che un compagno". Diversi gli argomenti che il jolly oranje ha affrontato, in esclusiva, con al redazione di AreaNapoli.it.

Cosa vuol dire per un ragazzo di Rotterdam giocare nel Feyenoord?

"Poter far parte della squadra della tua tua città è sempre qualcosa di speciale. Era importante che la società avesse la sua sede proprio a Rotterdam. Molti parenti ed amici mi hanno seguito da vicino: praticamente erano tutti fan del Feyenoord. E' stato un gran bel periodo".

Nessuno come te nella storia del club: a 16 anni e 148 giorni sei diventato il più giovane a debuttare in Prima Squadra.

"Che esperienza! L'emozione di esordire così giovane, dopo avere atteso a lungo quel giorno, ha reso il momento super speciale. E' certamente uno dei ricordi più belli di quell'epoca".

Quale, invece, il più brutto?

"La sconfitta contro il PSV Eindhoven nel 2010, quando abbiamo perso per 10-0".

Pochi mesi dopo ti sei trasferito proprio al PSV. Come hanno reagito i tifosi?

"Molti fan, allora, mi hanno dato del 'traditore' perchè non capivano per quale motivo avessi lasciato il Feyenoord. Una volta spiegate loro le mie ragioni, però, ho riconquistato la fiducia e la stima di tutti".

Dal tuo punto di vista, Higuain non ha "tradito" i napoletani?

"Non mi piace giudicare, non sono quel tipo di persona e quindi preferisco non commentare nello specifico. Quel che posso dire è che ogni giocatore ha bisogno di fare ciò che ritiene sia meglio per lui".

Torniamo all'Olanda. Inizio 2012 col botto: gol all'Ajax e tripletta in Europa League. Fascia di capitano nel 2013 e scudetto nel 2014: quale il tuo anno migliore?

"Sono state tutte grandi annate per me, ma la stagione 2014-2015 è indimenticabile perchè ho vinto il campionato con la fascia al braccio: riportare il titolo ad Eindhoven dopo sette anni, farlo da capitano ed essere eletto miglior giocatore dell'Eredivisie non capita tutti i giorni".

Nel 2012 hai anche battuto il Napoli in coppa.

"In quell'occasione ho apprezzato la grande atmosfera dello stadio San Paolo, che è sempre stata suggestiva. Ricordo d'aver giocato (il ritorno) e vinto contro avversari molto forti".

Che consiglio puoi dare al Feyenoord? Come si sconfiggono le italiane?

"Ai calciatori della formazione olandese dico di giocare come sanno, di fare il loro solito calcio e non snaturarsi. E' qualcosa di difficile, ma se si lavora duro e si agisce come un gruppo unito, nulla è impossibile".

Che squadra si troverà di fronte il Napoli?

"Ben messa in campo. Se fa dell'unione la sua forza, il Feyenoord può stupire".

Come si ferma il Manchester City? Ha un punto debole?

"Tutte le squadre hanno punti deboli, nessuno è imbattibile. Per sconfiggere un avversario, devi essere bravo a trovarli. E' questione di applicazione, bisogna imparare a scovarli: ci sono, però devi capire dove cercarli. Ed ogni gara è un discorso a sè, diversa dalle altre".

City e Napoli belli come l'Olanda di Crujiff? Qualcuno, maliziosamente, potrebbe rispondere che quell'Olanda non ha mai vinto il titolo.

"La qualità è evidente e notevole. Detto questo, non si può giudicare realmente un coach sintantochè allena ancora il proprio club. Finchè è lì, un tecnico ha sempre la possibilità di vincere il campionato".

Che impressione ti ha fatto il Napoli visto in Audi Cup?

"La ma impressione è stata ottima: gli azzurri giocano un calcio grandioso, hanno calciatori fortissimi e capaci di decidere le partite in qualsiasi momento".

Il pensiero va subito al tuo amico Mertens.

"Sì, siamo amici da tanto tempo... Sa essere decisivo come pochi e non lo scopriamo certo adesso: era molto forte anche in passato, quando giocavamo insieme".

Com'era come compagno?

"Dries è ed è sempre stato una bella persona e un giocatore fantastico".

Immaginavi potesse esplodere come centravanti e soffiare il posto a Milik?

"Onestamente no, non pensavo che sapesse agire anche da prima punta. L'avevo sempre visto giocare da esterno offensivo, all'epoca era un'ala, aveva sempre fatto quello. Devo ammettere che sta stupendo".

Quel gol contro la Lazio, poi...

"Non c'è che dire, Dries dimostra di essere uno dei migliori centravanti del mondo. Per lui parlano le sue giocate".

Anche tu hai cambiato tanti ruoli: ti senti più centrocampista centrale, mezzala, ala o trequartista?

"Svario parecchio, ma il mio ruolo preferito è quello di trequartista. Il mio idolo era Zinedine Zidane, quindi... Credo di saper giocare bene in tutte le posizioni, però prediligo quella più avanzata".

Perchè hai lasciato così presto il Newcastle? Dopo Shearer e Owen, sei stato il più pagato di sempre.

"Non sono rimasto a causa della retrocessione. Eravamo scesi di categoria e in quel momento ho ricevuto una grande proposta dal Liverpool: un club storico che disputa la Premier League ed ora la Champions".

Come descriveresti Benitez? A Napoli c'è chi lo rimpiange e chi lo critica: ti sorprende?

"Personalmente, non ho mai avuto nessun tipo di problema con Rafa. Nel tempo in cui abbiamo lavorato insieme ho potuto solo apprezzarlo: è un ottimo allenatore ed una persona ancora migliore".

Klopp, invece, che allenatore è?

"Mister Jurgen non è da meno. Grande coach, ha una qualità non comune: quella di saper migliorare i propri calciatori e farli rendere al massimo delle proprie potenzialità. E' un tecnico appassionato e col quale vado profondamente d'accordo".

Segni sempre contro le big: United, City, Chelsea, Tottenham... Qual è stato il gol più bello?

"Il mio preferito resta quello realizzato la scorsa stagione, di testa, contro il Manchester City".

Quali le maggiori differenze tra Eredivisie e Premier?

"In Inghilterra ci sono squadre più forti, qui i club hanno tanti soldi e questo aspetto aiuta a rendere il campionato più competitivo. Le partite, poi, sono di una velocità incredibile: il ritmo è elevatissimo".

Più tosto il "derby" Feyenoord-Ajax o Liverpool-Everton?

"Difficili entrambi".

Coutinho è davvero da Barcellona?

"Calciatori come Coutinho, con la sua qualità, possono giocare ovunque".

E Insigne?

"Lorenzo è semplicemente eccezionale".

Che brividi si prova a sentir lo stadio intonare "You'll never walk alone"?

"Significa molto per i calciatori, è qualcosa di travolgente. Ancor oggi, ogni volta che sento quel coro, mi viene la pelle d'oca. Il Liverpool può vantare dei tifosi fenomenali".

La Juventus si era interessata ad Emre Can: gran colpo mancato?

"Il posto migliore per Emre è a Liverpool con me (ride, ndr)".

Salah si è ambientato subito: ti colpisce che stia segnando già così tanto?

"Non mi meraviglia che sia prolifico perchè conoscevo il suo valore. Mohamed è un calciatore fortissimo".

Cosa ti ha raccontato della Roma e dei suoi trascorsi in Italia?

"Mi ha detto che la città è splendida e che la rivalità con la Lazio è sentita in modo particolare".

Jonathan de Guzman si è diviso tra Napoli Chievo. La sua esperienza è stata meno fortunata.

"Anche lui mi ha parlato positivamente dell'Italia. Non è entrato nel dettaglio, ma so che da voi si è trovato bene. Mi ha riferito che il vostro è un bel paese in cui vivere ed ha descritto la Serie A come un grande campionato da disputare".

A te piacerebbe giocare in Italia? In passato sei stato accostato a Napoli, Milan, Inter, Juve...

"La Serie A è un torneo importante, ma per il momento il mio posto è qui al Liverpool e non penso ad altro. Tuttavia, come si suol dire, non sai mai cosa riservi il futuro".

Insomma, ci vedremo tra qualche anno.

"Presto per dirlo. Non lo so, non guardo così avanti, adesso mi concentro sul presente".

Cosa ti aspetti da questa stagione?

"Mi accontento che sia una buona annata".

Propositi per il Mondiale? Dopo aver mancato Euro 2016...

"Non esserci qualificati agli scorsi Europei mi ha affranto. Nel 2014 ho vissuto in prima persona le emozioni del Mondiale e ci ho preso gusto: non vedo l'ora di disputare il prossimo. Vogliamo andare più avanti possibile".

Che avversario può essere l'Italia?

"Sempre difficile da affrontare: non va sottovalutata".

Da 10 dell'Olanda a 10 dell'Italia: cosa rispondi a chi dice che Insigne questo numero non lo merita?

"Lo ripeto: Lorenzo è un calciatore straordinario".

I confronti con Baggio e Del Piero forse non aiutano.

"Insigne merita assolutamente, senza nessun'ombra di dubbio, di indossare quella maglia", ha concluso il giocatore in esclusiva ad AreaNapoli.it.

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