ESCLUSIVA - Pea: "Bonucci, le banche e il Milan. Insigne? Ridevano di me. Raiola e il Var..."

Scritto da Luca Cirillo in Interviste7 AGO 2017 ORE 17:16

Il calcio estivo sta per chiudere i battenti, ancora qualche test amichevole e poi si inizierà a fare sul serio tra campionato e coppe. Il mercato intanto, almeno quello italiano, sembra essere come il feroce Lucifero: fa un caldo bestiale e non si muove una foglia. Di questo e di tanto altro, ne abbiamo parlato con Claudio Pea, un giornalista geniale. Che ha il solo neo di tenere a cuore la sorte della Vecchia Signora di cui è innamorato perso. Pea è stato anche il capo ufficio stampa della Mediaplan, agenzia di comunicazione che organizza il ritiro del Napoli a Dimaro Val di Sole

Caso Bonucci, fuori la verità. Ti aspettavi l’addio e soprattutto il passaggio al Milan?

“Ho due nipoti, uno di 7 anni e l’altro di 5 e mezzo. Il primo l’ha definito mela marcia, il secondo non ti dico come lo chiama. Quando hanno saputo entrambi che Bonucci avrebbe energicamente rimproverato Dybala nello spogliatoio di Cardiff, si  sono schierati dalla parte dell’argentino. Che sia andato al Milan non mi interessa. E’ probabile che sia stata proprio la Juve a mandarlo via e gli ha detto di scegliere dove andare. Lui ha scelto il Milan e va bene così. Anzi, va male…”.

In che senso?

“Nel senso che dal cestello del Milan prenderei un solo calciatore: la Mela marcia. Bonucci è uno di quei calciatori che, pur commettendo diversi errori, ne copre tanti altri”.

Campagna faraonica dei rossoneri: hanno speso oltre 200 milioni, giocano al Rischiatutto e si vocifera di un altro colpo anche in attacco. Sono impazziti o cosa?

“Per ora hanno libertà di manovra, ma la verità, tutta a verità, nient’altro che la verità, si saprà solo quando le banche, con le quali il Milan si sta indebitando non poco, chiuderanno i conti. Nel senso che, se ci sarà ampia copertura, il rilancio è possibile. Altrimenti, povero Milan…”.

Con la cessione di Bonucci e Dani Alves e con gli arrivi  di Szczesny, Douglas Costa e Bernardeschi, cosa è cambiato per la Juventus? C’è chi sostiene che si sia indebolita chi invece mostra ottimismo.

“L’altra sera contro il Tottenham qualche campanello d’allarme c’è stato. Il precampionato e il calcio estivo valgono come il due di briscola, ma è evidente che qualcosa la Juve dovrà ancora fare soprattutto in difesa e a centrocampo. Barzagli e Chiellini hanno un anno in più e non più la copertura centrale del neo milanista alle spalle. Rugani non dà certezze. Ed infatti, se Allegri l’ha fatto sinora giocare poco, un motivo anche ci sarà. De Sciglio può magari può andar bene in una difesa a tre, ma non a quattro. E poi Marotta ci ha fatto venire il latte alle ginocchia: non è ancora riuscito in un anno a trovare il sostituto giusto dopo la cessione di un certo Pogba. Insomma alla Juve mancano un altro buon difensore, un centrocampista e pure una punta. Una punta vera. Tanto più che sai che Higuain non mi ha mai fatto impazzire. Mi piace molto Keita, ma non so dove potrebbe giocare, a meno che Allegri non decida di fare a meno del generoso Mandzukic che deve fare l’attaccante, non il “generoso” come capitò a Ciccio Graziani a Firenze a fine carriera. Douglas Costa è un ottimo calciatore, ma nello scorso campionato al Bayern ha fatto poco di buono, mentre Bernardeschi resta un grande punto interrogativo. Insomma, mi aspettavo altre scelte. Io amo Cuadrado, spero non lo vendano, ma con tutti questi esterni il timore che possa andare via c’è! Ripeto, lo 0-2 con gli Spurs un po’ d'apprensione l'ha già messa addosso a tutti perchè  qualcosa è cambiato e scricchiola in difesa e a centrocampo. 

Sei stato tra i primissimi a credere in Lorenzo Insigne quando vivacchiava con Mazzarri tra panchina e minutaggi ridotti: può essere proprio lui un trascinatore dell’Italia al prossimo mondiale?

“Ridevano di me quando dicevo che gli volevo dare la maglia n.10 del Napoli. Lo stimo sin dai tempi del Pescara di Zeman, ha qualcosa in più di tutti gli altri: è oggi come oggi la migliore punta italiana. Tra Belotti e Lorenzo, ad esempio, scelgo lo scugnizzo: sono diversi, ma pochi al mondo hanno le giocate di Insigne. Per quanto riguarda il mondiale, la mia domanda è un'altra: ma l’Italia ci andrà in Russia? Se perde con la Spagna, al playoff rischia: ha il 50% di possibilità. Nel 4-2-4 di Ventura, comunque, un posto ci deve essere per Insigne che dovrà spingere e aiutare i compagni a fare gol. Altrimenti saranno dolori”.

  A proposito, ti convince la gestione Ventura?

“Bisogna aspettare. Da che calcio è calcio, c’è una netta e fondamentale differenza tra allenare un club e la nazionale. A parte Lippi, grandi eccezioni non ne ho mai viste. Bearzot è stato il più grande CT della nostra storia con Cesare Maldini, ma non erano da club. Ventura non è mai stato un grande allenatore di club, magari proprio per questo potrebbe dimostrare di essere un buon CT. E’ un discreto tecnico e il suo 4-2-4 non mi dispiace, ma solo la partita con la Spagna potrà rispondere alla tua domanda”.

 Caso Donnarumma-Raiola, l’operazione del secolo Neymar e i milioni-noccioline di arabi, cinesi e magnati vari. Ti aspettavi tutto questo? Lentini, Buffon, Zidane, Ronaldo, Bale, lo stesso Higuain… Ogni epoca contiene i germi di quelle che vengono dopo, o no?

“Deve ancora nascere chi può mettere nel sacco Raiola, un professionista che solo gli ignoranti possono bollare come “il pizzaiolo” . Ha una laurea, parla sette lingue e non mi pare abbia fatto i soldi con le pizze . Non mi scandalizza il suo modus operandi, mi scandalizza di più sapere che in Italia i grandi club , Juve e Napoli a parte, sono tutte in mano a padroni stranieri. Il giorno che il giocattolo cinese si rompe, non oso immaginare cosa potrà mai accadere. Io non amo gli Agnelli e i De Laurentiis, non amo i ricchi che si sentono onnipotenti, ma devo anche ammettere che hanno una identità made in Italy e non sono un fuoco di paglla".

Scudetto: è sempre la Juve la favorita? Come valuti la campagna acquisti del Napoli? La squadra di Sarri è pronta per dare davvero battaglia fino alla fine?

“Juve e Napoli non hanno ancora fatto campagna acquisti. Soprattutto il Napoli. L'undici titolare è restato sempre lo stesso per entrambe le squadre. Ripeto, la Juve deve aggiustare la difesa. La Roma credo che abbia già dato, mentre l’Inter al momento desta perplessità visto che i cinesi che hanno ancora speso i soldi promessi. Come ha chiesto Bobo Vieri: “Ma quando lo comprano un calciatore di valore?”. Mi risultava che potessero prendere Bernardeschi e Nainggolan, e invece sono arrivati Borja Valero e Vecino. Certo, hanno una delle migliori punte al mondo che è Icardi, ma mi aspettavo ben altro. Il Milan è migliorato molto, ma in attacco è spuntato”.

Se Claudio Pea fosse un direttore generale plenipotenziario, chi sceglierebbe tra Sarri e Allegri?

“Conte”.

Non divaghiamo…

“A Sarri farei un altro look: va in campo praticamente in tuta da notte. Di Allegri mi piace soprattutto Ambra Angiolini, una ragazza sveglia e intelligente. Ma resto un “contiano” di ferro e comunque tatticamente sceglierei Sarri. Da Max vorrei un calcio più godibile sul piano dello spettacolo. E poi quel suo 4-2-3-1, che l'anno scorso ha sorpreso tutto, adesso mi sembra diventato più un gioco d’azzardo”.

 Primo anno di Higuain alla Juve: un bilancio.

“Bilancio positivo della Juve indipendentemente da Higuain: sesto scudetto e terza Coppa Italia di fila. Non impazzivo per lui quando era al Napoli, lo dirò fino alla noia, non vedo perché allora dovrei impazzire adesso Se arrivasse infatti un’offerta da 70 milioni lo venderei. Come darei via Dybala per 120. Visto che la Juve nemmeno tenta il grande salto per vincere la Champions considerando che i Pogba e i Bonucci li vende e non li sostituisce. E il campionato lo vince e l'ha vinto anche con Vucinic e senza il Pipita".

 Finale Champions, record bianconero con 7 finali perse. Siete irraggiungibili: cosa è successo a Cardiff?

“Siamo esagerati in tutto. La Champions è una coppa stregata e una battaglia persa in partenza dal momento che devi sempre competere con cinque o sei club che in Europa hanno più possibilità economiche della Juve, ma i tifosi si illudono di poterla conquistare lo stesso. Ma non è semplice, anzi: due finali raggiunte in tre anni sono già tante. In più a Cardiff, al di là di quanto è venuto fuori dallo spogliatoio, il Real ha dimostrato d'avere qualcosa di più a centrocampo e non solo in attacco”.

Dybala è davvero sui livelli di Neymar?

“I veri fenomeni, quelli per i quali fare follie, sono due: Messi e Ronaldo. Punto e accapo. Mentre gli acquisti di Higuain o Neymar a certe cifre li capisco fino ad un certo punto. Perché  dal mio punto di vista anche senza Dybala è probabile che la Juve continui a vincere lo stesso in Italia. Se avessi invece Insigne al posto di Dybala non credo che cambierebbe molto nel nostro campionato. Se invece voglio vincere in Champions devo avere sia Insigne che Dybala, non vendere Pogba e nemmeno Bonucci, e magari comprare Nainggolan...".

Agnelli sarà squalificato per il caso-Dominello? Cosa dobbiamo aspettarci sul versante societario?

“Non so neanche chi sia Dominello e comunque a tal proposito lascio argomentare  il mio amico Paolo Ziliani, o forse ex, che è diventato un anti-juventino come tutti gli altri e parla tanto di Agnelli mentre tace sul suo Berlusconi e le relative condanne..."

Arriva finalmente il Var nel calcio italiano…

“Una legge fatta su misura per la Juventus. Così finalmente non la chiameranno più Rubentus. Il Var non è invece una buona notizia per la Roma che non godrà più degli stessi favori e rigori ricevuti nella passata stagione. Certo è che tra Juve e Inter negli ultimi sei anni ci sono stati ben 186 punti di differenza. Una media di 31 a campionato e non certo per colpa dei cattivi arbitraggi. Come vuol farci credere Mamma Rosa. Che è poi l'amata Gazzetta di Cairo. Un altro di buono...". 

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