ESCLUSIVA - Maglione: "Il Napoli mi ha 'travolto'. Amo De Crescenzo, il mio ricordo di Mia Martini"

Scritto da Francesco Manno in Interviste12 APR 2017 ORE 17:30

Considerato l'erede spirituale di Roberto Murolo, Mario Maglione è uno degli artisti più importanti della grande canzone classica napoletana. Straordinario musicista, si è esibito in tutto il mondo. Una delle sue mete preferite è il Giappone, luogo in cui la canzone napoletana è particolarmente apprezzata. Tante sono state le sue apparizioni in alcuni tra i principali programmi televisivi nazionali. Basti pensare al "Maurizio Costanzo Show". Lo stesso Maurizio Costanzo ha più volte manifestato la sua stima per questo bravo interprete. Tra le altre ospitate presso "Mamma RAI" ricordiamo anche: "Domenica In" (Rai Uno); "Napoli prima e dopo" (Rai Uno), "Ciao Week-End" (Rai Due); "Radio Anchio" (Rai Due), "Fantastica Età" (Rai Tre). Per Canale 5, invece, si segnalano: "7 scenari per il 2000", "Buon Compleanno" e per TMC "Tappeto Volante". Il maestro Mario Maglione ha rilasciato un'intervista esclusiva ad AreaNapoli.it:

Lei è considerato il degno erede di Roberto Murolo. Cosa ha rappresentato per lei il grande artista napoletano?

"Roberto Murolo ha rappresentato tanto per me sia sull'aspetto prettamente musicale che su quello privato. Per me è stato una sorta di secondo padre. L'ho frequentato a lungo, mi ha insegnato come porgere una canzone, come interpretarla, come scandire bene le parole. Come ho sempre affermato, io credo di essere l'erede del Maestro nel porgere la canzone attraverso la sua eleganza".

Lei ha conosciuto anche Mia Martini in un periodo particolarmente complicato, quello del black out

"Sono stato il primo a conoscere Mimi nel 1988, quando un impresario napoletano le fece un contratto per una tournèe estiva e si doveva coprire 3 ore di spettacolo preceduto prima da uno show in cui c'ero anche io. Le posso raccontare un aneddoto?".

Certo, dica pure

"Io cantavo prima di lei ed una sera non la vedevo arrivare. Io avevo terminato la mia ultima canzone, ma di Mimì non c'erano tracce. Dal momento che nessuno mi diceva niente, io dovevo ancora continuare, visto che scappavano tutti. Dopo un po' mi fu rivelato l'arcano. Mia Martini diceva al suo agente che non voleva farsi vedere da me perchè amava sentirmi cantare e voleva che continuassi a lungo. Era una donna speciale, unica. Sempre nel 1988, nel corso di un programma televisivo, mi esibì con Drupi e Mimì in "Reginella". Fu una grandissima emozione".

Si è esibito in tutto il mondo, ma in Giappone è amatissimo

"Pensi, il Giappone è uno dei pochissimi posti del mondo in cui non vedi italiani nei concerti. Vengono a sentirmi solo giapponesi. Loro amano la musica napoletana, io ogni tre anni faccio un tour in Giappone. E non solo. Tengo anche un corso presso l'università di Kyoto sulla lingua napoletana. Il dialetto è bello, ma è importante cantarlo correttamente".

Quali sono i suoi miti musicali?

"Adoro Eduardo De Crescenzo. Ascolto musica americana, amo molto il jazz. Un genere diverso dal mio, ma che ascolto con profonda ammirazione".

C'è qualche artista con il quale le piacerebbe collaborare in futuro?

"Ci sono diversi artisti con i quali mi piacerebbe collaborare. Penso al già citato Eduardo De Crescenzo, un artista che amo da sempre. Lo stesso Enzo Avitabile è un grande artista".

Cosa pensa delle nuove tendenze della musica napoletana e dei neomelodici?

"Io non parlerei di nuove tendenze, ma di artisti che cantano in dialetto. Cantare in dialetto è bellissimo, ma lo ripeto: deve essere fatto in modo corretto al fine di valorizzare la lingua napoletana. Per quanto concerne i neomelodici ritengo che ci sia qualcosa di buono. Ho ascoltato canzoni neomelodiche bellissime, cantanti che descrivono in modo attuale la nostra realtà".

Recentemente si è parlato di un Festival di Napoli prodotto da Gigi D'Alessio. Ritiene possa essere un'idea fattibile e, allo stesso tempo, vincente?

"In linea teorica non sono contrario all'idea, anzi. Può darsi che D'Alessio ci riesca. Occorrerebbe poi valutare il cast, i nomi e le canzoni che prenderebbero parte ad un simile evento".

A quali canzoni si sente maggiormente legato?

"Tantissime, non ne ho una preferita. Penso a "Dicitencello vuje", "Voce 'e notte", "Era de maggio" che spesso eseguo a cappella senza il supporto della musica".

Cosa pensa dell'ultimo Festival di Sanremo e di "Occidentali's Karma", canzone vincitrice?

"La canzone vincitrice è ciò che racconta: il nulla che trionfa. In generale il nulla è trionfante. Io ascolto spesso Rtl devo dire che amo particolarmente l'ultimo brano di Paola Turci. A Sanremo forse è passata un po' inosservata, ma sono contento che il suo cd stia andando così bene in classifica perchè è una grande artista".

Non posso non farle una domanda sul Napoli. Cosa pensa della stagione degli azzurri?

"Il Napoli mi ha completamente 'travolto'. Seguo la squadra con grandissima attenzione e sono contento di quello che stanno facendo. Spero che Sarri ed i suoi uomini possano raggiungere il secondo posto in classifica, ma sarei contento anche di una eventuale terza posizione. Sarebbe comunque un risultato più che lusinghiero".

Un Napoli vincente potrebbe contribuire a migliorare ulteriormente anche l'immagine della città?

"No, io credo che gli ambiti debbano restare necessariamente distinti. La città è in ripresa, ma dobbiamo essere anche noi bravi a preservare nel modo migliore tutte le infinite bellezze della nostra Napoli. Noi, come cittadini, abbiamo l'obbligo di prenderci cura della nostra terra, di non sporcarla, ma di valorizzarla!".

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