ESCLUSIVA - Kappa, Caruso: "Nuove maglie del Napoli da impazzire! Retroscena ADL, le tute di Sarri e..."

Scritto da Luca Cirillo in Interviste12 FEB 2018 ORE 16:47

Lo scorso dicembre vi abbiamo annunciato, in esclusiva, le tante novità che ci saranno per i tifosi azzurri in relazione alle nuove maglie da gioco del Napoli. In tal senso ci sono aggiornamenti e retroscena interessanti: di questo e di tanto altro abbiamo parlato con Enrico Caruso, responsabile Kappa in Campania in qualità di agente del noto e apprezzato Studio Voghera, gruppo napoletano di grande successo (fa parte dell'Associazione I Centenari) che si esprime nella rappresentanza e distribuzione dei prestigiosi marchi internazionali di abbigliamento. Ecco le sue dichiarazioni ai microfoni di Areanapoli.it.

Napoli e Kappa, un rapporto solido che va avanti con grande soddisfazione di tutti. C’è molta curiosità sulla maglia ufficiale del prossimo anno dopo che l’hai definita shock ai nostri microfoni. I tifosi ci chiedono novità, puoi aggiungere qualcosa?

“E’ troppo presto, la prima maglia uscirà nel corso del ritiro di Dimaro e poi le altre in occasione delle amichevoli. Ci sarà la presentazione in concomitanza del percorso precampionato in cui assisteremo al lancio di tutta la nuova collezione: la sezione training, quella pre-gara ecc. ecc. L’ho definita shock perché contiene un concetto innovativo tra tessuti, vestibilità e impatto visivo. Sono certo che sarà apprezzata da tutti”. 

E’ evidente che sei innamorato di questa nuova maglia e, vista la tua esperienza, è facile prevedere un successo anche social…

“La reazione social è imprevedibile, sicuramente se ne parlerà moltissimo su larga scala, ma come ho già detto in precedenza, le indicazioni “virali” non sempre corrispondono al mercato reale”. 

Facciamo una previsione: la maglia del prossimo anno verrà esaltata nelle forme più da uno come Koulibaly o Reina oppure dai mingherlini Insigne e Mertens?

“Non è una previsione, ma una provocazione (ride, ndr) e di mercato so poco o nulla. Un fisico statuario naturalmente esalta al meglio ogni capo di abbigliamento, ma le nostre maglie sono studiate nei minimi dettagli per chi fa vita da atleta, sono abbastanza attillate. Reina è uno di quelli che valorizzerebbe di più la nuova maglia da portiere, tra l’altro Pepe ha molto sex appeal tra le donne, ma bisogna capire se ci sarà ancora in squadra. Portiere e calciatore, due maglie con concept diversi, ma con la stessa vestibilità. Anche il fisico di Hamsik esalta alla perfezione la nuova casacca. In linea di massima i nostri fit stanno bene su tutti”.

Come ti poni sulla stucchevole polemica sul Sarri allergico a “giacca e cravatta” soprattutto considerando che tanti grandi allenatori vanno in panchina in tuta?

“Premesso che Sarri indosserà sempre la tuta da qui alla fine della sua carriera, credo che lui sia anche un grande scaramantico. Naturalmente è solo una mia percezione, ma sono convinto che lui indossi la tuta per principio, per comodità e anche per scaramanzia. Abbiamo notato che alcune volte fa degli abbinamenti che non sono ufficiali: forse è particolarmente legato ad alcuni capi e dunque fa “calcoli” scaramantici. Ci crea delle complicazioni perché dobbiamo spiegare ai clienti che alcune tute che indossa non esistono, nel senso che sono sue “creazioni” (ride, ndr)…”. 

… Ma lui vi fa delle richieste particolari?

“Noi studiamo per lui dei capi ad hoc, curiamo molto la sua vestibilità perché non ha un fisico comune: è grosso, è molto alto, ha leve lunghe, spalle non molto larghe. Tutto l’abbigliamento di Sarri è tailor-made e lui ci tiene molto che gli stia perfettamente addosso. Però poi viene fuori l’uomo all’antica e quel pizzico di scaramanzia, e magari stranamente sceglie una tuta che ha indossato sette settimane prima, oppure in un determinato momento precedente. Noi lo notiamo…”

Quindi voi lo osservate…

“Noi osserviamo tutti per prevenire qualsiasi problematica o per andare incontro a qualsiasi esigenza dei calciatori o dello staff”. 

Molti tifosi sostengono che sarebbe bello vedere i calciatori del Napoli uscire dallo stadio con un abito elegante. 

“Dopo la partita ognuno fa come crede. Quando i calciatori arrivano allo stadio, invece, sono tutti uguali e compatti in tuta pre-gara e mai in giacca e cravatta: è una scelta del Napoli che noi condividiamo. Il calcio è prima di tutto uno sport”. 

Anche De Laurentiis è scaramantico che tu sappia? Lo vediamo periodicamente con lo stesso abito, cappotto, qualche volta indossa la parte superiore della tuta…

“Ho pranzato e cenato poche volte con lui, ma non ho mai approfondito certe tematiche. Mi sembra anche lui un po’ scaramantico, ma non so se anche in relazione all’abbigliamento. Utilizza spesso giubbotti della Basic Italia, i K-Way. Fa delle scelte molto personali”.

Il presidente ha un grande temperamento: tende ad imporsi o è partecipativo?

“Nella prossima maglia c’è tanto di De Laurentiis: vi posso assicurare che lui è uno che suggerisce belle idee, ma poi sa bene che la sua professione è l’imprenditore e dunque lascia spazio all’ufficio stile di un’azienda globale come Basic Italia. Dove è possibile, rielaboriamo le sue richieste. Nella nuova collezione c’è tanto anche di Luigi De Laurentiis che è molto attivo sul versante marketing. C’è un lavoro ad otto mani…”.

Quattro mani ormai sappiamo di chi sono, le altre quattro?

“(Ride, ndr). Per certi aspetti Alessandro Formisano e poi il nostro direttore commerciale Cristiano Babbi che è diventato capo dello stile di Basic Italia: un vero talento nella realizzazione del prodotto”.

Una miscela esplosiva di creatività…

“Ecco, sì, shock!  Quando dico shock in relazione alla maglia, intendo un effetto immediato e positivo: farà impazzire i tifosi perché è la sintesi di tante “visioni”. Sui social spesso osservo delle elaborazioni grafiche molto creative. Qualcuno ha realizzato la maglia del Napoli con Pino Daniele sullo sfondo, altri hanno inserito il golfo. Insomma, idee carine che hanno riscosso gradimento, ma che sono ovviamente lontane da un tipo di maglia professionale. Tutto può essere, non posso dire altro, ma sono certo che piacerà moltissimo. Abbiamo già iniziato con le vendite programmate per luglio e gli addetti ai lavori sono rimasti tutti favorevolmente impressionati. Sarà una novità assoluta in Serie A”.

Forse non te ne sei accorto, ma hai fatto capire che il ritiro si farà sicuramente a Dimaro anche se non c’è l’ufficialità.

“Dimaro è quasi un rito ormai, il Napoli ha un legame molto forte con questa cittadina. Che io sappia ci sono stati investimenti reciproci tra strutture sportive e ricettive. Secondo me il ritiro si farà ancora in Val di Sole, non vedo perché non dovrebbe essere così e poi a questo punto i tempi per cambiare eventualmente destinazione sarebbero troppo stretti. Ma non è detto. Parlo di sensazioni personali, chiaramente, aspettiamo l’ufficialità. Noi, a prescindere dal luogo della preparazione precampionato, stiamo già lavorando per luglio”. 

Le maglie che presenterete quante saranno?

“Tre, più due per i portieri e poi la collezione EURO che non si discosterà molto da quelle ufficiali”.

Vi confrontate con i calciatori per verificare le loro peculiarità fisiche e le loro esigenze? Tutti ricordiamo quando Albiol si strappò il colletto perché era troppo stretto per lui…

“Assolutamente sì, c’è un confronto e i primi test si fanno con maglie non colorate per valutare le prestazioni. Ormai siamo collaudati, conosciamo le preferenze di ogni calciatore tra taglia, vestibilità, esigenze varie, criticità.   Abbiamo azzerato ogni tipo di problema. E anche sul piano commerciale i risultati sono notevoli: tutte le maglie, “Carbon” compresa, sono state molto apprezzate dai tifosi”.

Da tifoso e da professionista del settore, come te lo immagini lo stadio perfetto per gli azzurri?

“Grazie al Napoli ho visitato l’Allianz Arena, stadio del Bayern Monaco, ed il Santiago Bernabeu, casa del Real Madrid. Sono rimasto esterrefatto. Per il Napoli vorrei una struttura simile a quella dello Stadium di Torino: ci sono stato di recente e devo dire che è un gran bel lavoro. Grande organizzazione, molto attenzione all’estetica, giochi di luce di livello. E’ uno stadio che ti dà almeno 8-10 punti in più a stagione. La casa del Napoli la immagino da 45 mila posti, magari meno di impatto ma molto più funzionale e a misura di tifoso”.

Ristruttureresti il San Paolo?

“No, vorrei uno stadio moderno. Tanto di cappello per un tempio che rappresenta la nostra storia, ma bisogna guardare al futuro e togliere dal nostro percorso ogni impedimento, ogni limite. E’ fondamentale che sia facile da raggiungere con qualsiasi mezzo, che sia facile parcheggiare e soprattutto che dia modo di assistere ad uno spettacolo godibile con grande senso di civiltà, posti assegnati e con bagni fruibili”.

Da professionista, da appassionato e da tifoso, qual è la maglia più bella del mondo?

“E’ una domanda che non ha risposta, tutto varia in continuazione. Ti posso dire il mio gusto personale, ma ripeto, ne escono talmente tante e belle che è difficile indicarne una. A me piace moltissimo quella della Francia utilizzata al mondiale 2014, un gusto retrò con linee e colori decisi. Poi mi viene in mente la terza maglia del Bayern Monaco di qualche anno fa e quelle sudamericane molto colorate e con diversi sponsor. Dal prossimo luglio, però, sarò sempre di più innamorato della maglia del Napoli”.

  

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