ESCLUSIVA - Giustiniani: "Al Cilea la mia commedia". Poi scherza: "ADL, prendimi!"

Scritto da Francesco Manno in Interviste9 APR 2018 ORE 16:34

Ciro Giustiniani, con la sua interpretazione de Il Boss delle Cerimonie, è un dei personaggi più apprezzati dello show Made in Sud.

Reduce dal grande successo dei suoi personaggi a Made in Sud (su tutti il Boss delle Cerimonie, Antonio Polese), Ciro Giustiniani è pronto per la classica prova del nove. Il popolare comico sarà al Teatro Cilea per "Weekend con il nonno", una commedia scritta dallo stesso Ciro Giustiniani con Francesco Velonà. La regia, invece, è curata da Ernesto Lama. Le misiche sono di Frank Carpentieri. La redazione di AreaNapoli.it ha intervistato Ciro Giustiniani a pochi giorni dalla sua prima teatrale.

Il 13 aprile al Cilea debutti con il tuo spettacolo "Weekend con il nonno". Parlaci un po' di questo tuo nuovo progetto 

"Prodotto da Tunnel, si tratta di una commedia, non di un monologo. Ci saranno dei momenti di assolo, un noir comico napoletano. Si vanno a toccare in modo leggero dei meccanismi infernali che si innescano nella famiglie. Viene descritta la Napoli contemporanea, con me ci saranno bravissimi attori. Ciro, il mio personaggio, riceve una telefonata. Suo nonno è morto. Lui ci era affezionato, e si reca subito a onorare la salma. Lì ci trova suo cugino Marco (Sergio Del Prete), che non vede da anni, con la moglie Chiara (Maria Chiara Centorami). Ciro non sapeva che Marco fosse sposato, ma il cugino gli confessa che è stata un'occasione. Chiara è bella, ma non ci sta tanto con la testa, quindi lui si trova sposato con un pezzo di gnocca, che per di più percepisce una ricca pensione di invalidità. E da lì ci saranno tanti colpi di scena".

In qualità di attore e cabarettista napoletano, hai interpretato diversi personaggi. A quale ti senti maggiormente legato?

"Io mi sento legato soprattutto alla mia attività di monologhista, quindi a me stesso, a ciò che penso e vivo ogni momento. Se invece parliamo di personaggi che ho interpretato, posso far riferimento al Boss delle Cerimonie, ispirato al programma televisivo che va in onda su Real Time. Interpreto Antonio Polese, un personaggio che ho avuto modo di conoscere, dotato di grandissima umanità".

Hai vinto il premio Charlot: si può dire che quella sia stata la tua definitiva consacrazione?

"Ti ringrazio per le belle parole, ma ho ancora tanta strada da fare. Ho ancora tutto da dimostrare, faccio un passettino avanti iniziando proprio da questa commedia. Fare teatro significa mettersi in gioco, in discussione. Ciò non toglie che il Premio Charlot è stato per me un riconosimento molto importante".

Il Napoli intanto ti sta regalando delle belle emozioni

"Certo. La squadra sta lottando per lo Scudetto, si sta giocando il titolo con la Juventus. L'organico a disposizione di Maurizio Sarri è buono, siamo invidiati da mezza Europa per il nostro gioco. Il tridente fortissimo, il nostro allenatore è fantastico. Però il vero fuoriclasse del Napoli è il dottor De Nicola. Lo staff medico degli azzurri è di grande qualità, gli infortuni, rispetto a quanto accade altrove, sono sempre pochi".

Se potessi consigliare un calciatore a De Laurentiis, quale nome gli proporresti?

"Difficile dirlo, non sono all'altezza di dare consigli a De Laurentiis. Anzi, ho un'idea".

Prego

"Conosco un calciatore che ha iniziato da stopper, ma che ora gioca da incontrista e che, in caso di necessità, può adattarsi anche a fare l'attaccante. Il suo nome? Sono io, Ciro Giustiniani (ride, ndr)".

Che personaggio è De Laurentiis? Tu hai avuto modo di conoscerlo...

"Sa fare il suo lavoro, ha carattere. Si può incavolare, ma lui è un tifoso, come tutti noi. Stiamo sempre in Europa, dobbiamo solo ringraziarlo per quanto ha fatto finora per il Napoli".

Quali sono i tuoi progetti futuri?

"Nella mia mente, in questo momento, c'è solo la commedia "Weekendo con il nonno". Diciamo che a me piace giocare una partita alla volta. Dal 15 in poi mi chiamerai e ti svelerò i miei progetti futuri. E magari, perché no, da buon napoletano, ti offritò anche un bel caffè".

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