ESCLUSIVA - Forgione: "L'agguato dei cagliaritani ai napoletani e la questione "morale" su Napoli-Juve"

Scritto da Luca Cirillo in Interviste27 FEB 2018 ORE 19:29

Il noto giornalista e scrittore partenopeo, ha analizzato il momento della squadra di Sarri alla luce del successo sul Cagliari ripercorrendo anche alcuni episodi del recente passato.

Angelo Forgione, giornalista, storico e scrittore, autore dei fortunati libri "Made in Naples", "Napoli capitale morale" e "Dov'è la vittoria, le due Italie nel pallone", ha rilasciato alcune dichiarazioni in esclusiva ai nostri microfoni, per analizzare il momento della squadra di Sarri dopo il successo sul Cagliari anche attraverso la sfida scudetto a distanza con la Juventus tra toni da smorzare ed aspetti sociologici.

Il Napoli sbanca Cagliari con un’altra manita: 5 gol come lo scorso anno. I calciatori del club sardo avevano preparato la partita soprattutto ai microfoni: Cragno, Ionita e Ceppitelli hanno caricato l’ambiente in nome di un’antica rivalità tra isolani e partenopei. Possibile che non si capisca che i napoletani, in quel famoso spareggio del 1997, simpatizzarono per Bortolo Mutti, loro prossimo allenatore, e non per il Piacenza?

In realtà gli ultras napoletani colsero la palla al balzo per vendicarsi di quelli cagliaritani, che dal 1993 li avevano presi di mira con cervellotiche offese razziste e agguati al porto di Cagliari per il loro sostegno a Fonseca, ex-cagliaritano, il pomo della discordia, il quale rivolse il gesto dell'ombrello alla tifoseria sarda dopo un goal per essere stato beccato e insultato. Mi sembra una situazione paradossale che dopo venticinque anni si potrebbe anche chiudere una volta e per sempre.

A Torino, prima di Juventus-Atalanta, tanti tifosi bianconeri erano certi che il match si sarebbe giocato perché, dicono, loro sono all’avanguardia e non c’era neve che potesse rovinare lo spettacolo: “Siamo avanti anni luce, abbiamo il terreno riscaldato e un impianto perfettamente funzionante”. Eppure ha vinto la natura… Per il Napoli ora è davvero un vantaggio sulla Juve?

No, nessun vantaggio concreto. Il Napoli è davanti e deve pensare solo a vincere, senza guardare alla Juventus. Deve guardare la pista, come ha fatto sin qui, e non commettere l'errore di guardare negli specchietti. Se lo farà, toccherà agli altri trovare lo spazio per sorpassare.

Buffon ha dichiarato che ama le imprese e che in caso di scudetto al Napoli la prenderebbe da sportivo quale è. Inoltre ha sottolineato che, a differenza di Ferlaino ("spero che la Juve arrivi in finale per poi perderla", ndr), in Europa League avrebbe tifato per gli azzurri i quali, a detta sua, potevano tranquillamente arrivare fino in fondo.

Buffon è il portiere della squadra più vincente d'Italia, di conseguenza, di quella più amata ma anche più odiata dagli italiani. Ferlaino, oggi, non è il presidente del Napoli ma un semplice tifoso, seppur noto, e ragiona da tifoso. Le sue sono parole da tifoso, e sarebbero state diverse se avesse avuto il dovere di mostrarsi diplomatico. Non confonderei i ruoli.

Prossimo turno: Napoli-Roma e Lazio Juve, un pezzo di scudetto tra Sud e Nord passa per il centro.

Sì, potrebbe essere un turno importante,  ma io direi che un pezzo di scudetto passa per il Sud. Il centro, nel calcio, non esiste. Esistono il Nord e il Sud, storicamente. Per l'asse Torino-Milano, dove la Lega di Serie A è nata e vissuta, era da evitare il calcio da Firenze in giù, e solo la riforma fascista costrinse quel nord a misurarsi direttamente anche col resto. Napoli 1926, Roma 1927 e Fiorentina 1927... queste date di fondazione non sono casuali. In realtà non erano fondazioni ma fusioni o semplici cambi di denominazioni. Queste squadre, non per caso, hanno vinto una paio di scudetti a testa o poco più, Lazio compresa.

Negli ultimi giorni ci sono state interviste per stemperare i toni tra i tifosi napoletani e quelli juventini. Iniziativa lodevole. Eppure la gestione di certe domande, in alcuni casi, ovvero quando la direzione era da nord a sud, è stata a mio parere all’insegna del “superiore” che bacchetta l’”inferiore”. E l’”inferiore” ci è cascato e ha risposto da "tale". Questo vizio antico di mostrare un improponibile tono cattedratico, alcuni giornali della Francia meridionale, fanno fatica a perderlo…

È bene stemperare i toni, e su questo non ci piove. Ma chi educa chi? Chiariamo un punto: i cori di discriminazione territoriale che esprimono odio e che lo hanno alimentato nel tempo non sono nati a Napoli. Piuttosto, sono stati rivolti ai napoletani. Voglio ricordare che nel 2012 addirittura il telegiornale regionale del Piemonte ha dovuto chiedere scusa a Napoli e agli italiani per l'inqualificabile servizio confezionato da Giampiero Amandola, il giornalista della famosa puzza dei napoletani che la Rai finse di licenziare per salvare la faccia salvo farlo rientrare presto al suo posto, e vi ho dato una notizia. Quindi, correttezza reciproca e toni bassi da ambo le parti, sempre, perché è nient'altro che calcio e va vissuto con passione cristallina e mai con esasperazione triviale. Ma ci risparmi le lezioni di sportività chi per anni non ha speso una parola per bacchettare la propria gente. E non mi riferisco ai soli quotidiani sportivi di parte ma anche agli opinionisti ritenuti d'intelletto. Vi sembra normale che i napoletani, storicamente bersagliati, debbano essere bacchettati da Giampiero Mughini quando dicono che non si sentono italiani e non tifano per le italiane in Europa, cioè da quella stessa persona che dice di non sentirsi siciliano e di ritenersi sfortunato a non essere nato a Parigi?

Quanto peserà la Champions per la Juve in questo duello con il Napoli?

Intanto c'è il match con la Lazio a Roma prima del Tottenham, e non è partita semplice. Poi capiremo se i bianconeri proseguiranno o meno. E in quel caso non sarebbe certo un vantaggio in chiave scudetto, che resta il principale e irrinunciabile obiettivo dichiarato del mondo Juve. Altro che Champions!

Come hai vissuto la “scelta” di Sarri e dei calciatori di concentrarsi solo sul campionato?

Con estrema serenità. L'intendimento è stato stabilito già l'estate scorsa, e forse anche prima, quando fu siglato il famoso patto. Il Napoli voleva avviare l'impresa, e sapeva già da allora che per provarci avrebbe dovuto viaggiare a ritmi pazzeschi. A oggi, questo Napoli detiene il record assoluto di punti conquistati in Serie A dopo 26 giornate insieme alla Juventus di Conte del 2013/14, che poi fece il record finale di 102 punti. Siamo a due terzi di campionato e l'impresa sta riuscendo. Restando in corsa per altri obiettivi si sarebbero spese energie fisiche e mentali che il Napoli sapeva di non avere a disposizione. Non ragioniamo da provinciali e misuriamo la storia del Napoli, che a questi ritmi non è mai andato. Il Napoli si è pesato e si è misurato in modo saggio. Si sta spingendo oltre, e qualcuno pretendeva di metterci anche le coppe vicino? Suvvia.

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