ESCLUSIVA - Federico: "Noi, laziali di Torre Annunziata finalmente al San Paolo. La veritÓ su Immobile"

Scritto da Luca Cirillo in Interviste9 FEB 2018 ORE 18:55

"In Campania ci sono tanti laziali: la sensazione comune Ŕ che siamo pochi, ma in realtÓ ci sono tanti club e formiamo davvero un bel gruppo. Per noi laziali di Torre Annunziata Ŕ quasi un derby"

Mancano poche ore all’attesissimo big-match Napoli-Lazio. Uno dei temi caldi della sfida del San Paolo è naturalmente la presenza tra le fila biancocelesti di Ciro Immobile, bomber di Torre Annunziata. Di questo e di tanto altro abbiamo parlato con Sonia Federico, torrese doc, amica della famiglia Immobile e soprattutto tifosissima della Lazio. 

 Anche a Torre Annunziata ci sono tifosi della Lazio…

“Per noi torresi c’è prima di tutto il Savoia. Ma in generale il calcio è passione: la scintilla per una maglia può scattare per qualsiasi motivo, da bambini come da adulti, e quando l’attrazione diventa forte non si può fermare. In Campania ci sono tanti laziali: la sensazione comune è che siamo pochi, ma in realtà ci sono tanti club e formiamo davvero un bel gruppo. Per noi laziali di Torre Annunziata è quasi un derby, soprattutto da quando Ciro Immobile è il nostro bomber”.

Hai parlato di attrazione, di scintilla. La tua per la Lazio quando è scattata?

“A casa mia, al di là dell’amore per il Savoia, sono tutti tifosi del Napoli. Mio padre ci portava al San Paolo sin da bambini. Premetto che adoro l’aquila da sempre e così, nel corso di una sfida contro la Lazio, quando vidi Olimpia sulla maglia biancoceleste, mi innamorai subito. E poi mi piaceva molto Casiraghi. Così sono diventata tifosa e con il passare del tempo ho iniziato a frequentare la Nord e gli Irriducibili”.

Che aria si respira a Torre Annunziata, versante biancoceleste, a poche ore da Napoli-Lazio?

“Siamo in ansia! C’è grande soddisfazione per la possibilità di accedere al settore ospiti. Gli Ultras sono molto felici di poter seguire la squadra al San Paolo anche se sono soltanto 1000 i biglietti messi a disposizione. La vendita, inoltre, è partita in ritardo perché l’Osservatorio non dava il placet”. 

Ti aspetti un clima sereno?

“Ho capito cosa vuoi dire. Non credo ci saranno problemi, ma naturalmente non mancheranno gli sfottò. Ti posso assicurare che gli Irriducibili sono per il tifo, amano incitare la squadra e non cercano mai la violenza. I gruppetti estremisti ci sono in tutte le tifoserie”. 

Dopo quanto accaduto quel maledetto 3 maggio 2014, con Ciro Esposito ferito a morte da “Gastone”, l’ultras della Roma, tra laziali e partenopei c’è grande rispetto.

“Gli ultras della Lazio sono stati i primi a dare una mano alla madre del povero Ciro, i primi ad arrivare in ospedale. Ma sono spesso in prima linea quando c’è un’emergenza, come in caso di terremoti ma non solo”.

Tornando a Ciro Immobile, so che frequenti casa sua.

“Si, io e il mio fidanzato Igor vediamo spesso i suoi genitori. Ciro è un nostro amico, così come la sua famiglia”.

Che aria si respira a casa Immobile in vista del match di domani?

“C’è tanta attesa perché naturalmente è una partita speciale. Ma c’è serenità, in fondo il calcio è e deve restare un meraviglioso gioco. Tuttavia spero che Ciro venga con la giusta motivazione. Scusa, ma dobbiamo vincere (ride, ndr)”.

Firmeresti per una sconfitta al San Paolo, lo scudetto al Napoli e il terzo posto alla Lazio?

“Un tifoso non firmerebbe mai per una sconfitta: mai! Un tifoso non fa calcoli, io so solo che vogliamo vincere per avvicinarci sempre di più alla partecipazione alla prossima Champions. Se il Napoli dovesse vincere lo scudetto, a me farebbe solo piacere, ma questo è un altro discorso”.

 Quando Ciro Immobile era accostato alla Lazio, quali sensazioni avete provato?

“Ho seguito tutto l’iter, dalle prime voci di mercato fino a quando ha firmato. Quando incontravo il padre di Ciro, Antonio, facevo scherzosamente mille pressioni. Ciro è un ragazzo che si fa amare da tutti. E’ dolcissimo, ma quando scende in campo si trasforma, diventa un leone e anche se non è in perfetta forma o è  infortunato non si tira mai indietro e “litiga” con il mister per avere una maglia da titolare”.

E’ vero che Antonio Immobile era più forte del figlio Ciro?

“Si, tutto vero! Antonio gioca ancora, ha la sua squadra di amici. Se avesse continuato a giocare, sarebbe diventato anche lui un professionista, ma aveva già una famiglia e così scelse il lavoro”.

E queste voci su Ciro Immobile tifoso della Juve?

“Ti posso assicurare che Ciro non ha nessuna preferenza, non ha una squadra del cuore, anzi, si: solo il Savoia. Simpatizza per la squadra in cui gioca. Le dichiarazioni  del passato non erano del tutto sue, nel senso che erano forzate ”.  

Napoli-Lazio, un tuo pronostico.

“(ride, ndr). Se proprio devo, dico 1-2 con doppietta di Immobile”. 

Alcune voci di mercato indicano Inzaghi futuro allenatore della Juve…

“I tifosi della Lazio erano curiosi di vedere Bielsa in panchina, poi inaspettatamente è arrivato Inzaghi che ora è diventato un idolo. Doveva allenare la Salernitana, poi tutti sappiamo come è andata. Simone è prima di ogni cosa un tifoso della Lazio, credo voglia restare ancora”.

C’è un calciatore del Napoli che vedresti bene nella Lazio e viceversa?

“I cambi di maglia non mi piacciono. Dovendo scegliere, dico Hamsik. E darei Anderson al Napoli”.

A proposito cosa è successo tra Anderson e Inzaghi?

“Lui, come tutti, non ama stare in panchina. Evidentemente negli ultimi tempi è un po’ svogliato e negli spogliatoi Inzaghi l’ha bacchettato. Da lì è nato tutto e dunque si accomoderà in panchina ancora una volta”.

Per concludere, qual è attualmente il rapporto tra i tifosi del Savoia e i tifosi del Napoli? 

“I tifosi del Savoia non hanno mai dimenticato l’affronto di non poter giocare contro il Napoli allo stadio Giraud. E da allora anche i simpatizzanti degli azzurri  sono diminuiti. Credo che non ci sia assolutamente rivalità, direi una serena indifferenza reciproca”.

Ringraziamo il collega Nunzio Iovene per la collaborazione.

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