ESCLUSIVA - Daino: "Consigliai Sarri a Berlusconi, fui il primo! Se mi chiamasse ADL..."

Scritto da Francesco Manno in Interviste27 FEB 2018 ORE 16:40

Daniele Daino, ex calciatore di Napoli e Milan, fece molto bene con la maglia azzurra anche se quell'anno non fu molto fortunato per i partenopei.

Il Napoli batte anche il Cagliari conquistando la decima vittoria consecutiva in campionato. Gli azzurri si portano momentaneamente a più quattro sulla Juventus. Per parlare del momento degli azzurri e non solo, la redazione di AreaNapoli.it ha contattato Daniele Daino. L'ex terzino destro di Napoli e Milan approdò in Campania, alla corte di Renzo Ulivieri, nella stagione 1998/1999. I partenopei militavano in Serie B, fallirono l'obiettivo promozione, ma Daniele Daino disputò un'ottima stagione collezionando ben 35 presene in campionato.

Il Milan sta vivendo un ottimo momento. Come valuti l'inversione di tendenza dei rossoneri rispetto al deludente inizio di stagione?

"Gennaro Gattuso è stato fondamentale. "Ringhio" ha fatto un po' fatica all'inizio, poi i calciatori hanno seguito le sue direttive e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Evidetemente prima, e parlo della gestione Montella, si è inceppato qualcosa. Il Milan è comunque una squadra importante, ero convinto che potesse fare bene".

Rossoneri ancora in corsa per la qualificazione alla prossima edizione della Champions League?

"Io credo che dopo Napoli e Juventus la squadra favorita per il terzo posto sia la Lazio. I biancocelesti stanno facendo benissimo e non credo possano perdere colpi. Il Milan, tuttavia, può puntare al quarto posto. I punti di distacco dall'Inter non sono tanti e a breve ci sarà il derby, tutto è possibile. Mancano tante partite ala fine del campionato ed il Milan sta tenendo una grande marcia".

Il Milan sembra voler puntare su Pepe Reina per la prossima stagione. Quanto perderebbe il Napoli con l'addio dello spagnolo?

"Io voglio essere franco. Pepe Reina è un buonissimo portiere, ma non mi sembra fondamentale. Si tratta sicuramente di un leader, di un uomo importante per lo spogliatoio. Dal punto di vista tecnico, però, credo sia tranquillamente sostituibile. Non parliamo di un estremo difensore di primissima fascia. Non so quanto converrebbe al Milan. Donnarumma è destinato ad un futuro importantissimo. Se dovesse andare via sarebbe un brutto colpo per i rossoneri".

Sei stato a Napoli solo una stagione. Che ricordi hai di quell'annata?

"Fu la mia prima esperienza lontano da Milano, feci benissimo, ma non riuscimmo a tornare in A. Furono presi calciatori per volontà di Renzo Ulivieri, uomini di fiducia dell'ex tecnico che tuttavia tradirono le attese. Mi ricordo dell'attaccante Murgita, di Scapolo. E come non citare Shalimov. Io fui voluto dal Napoli e ne sono orgoglioso. Voglio ringraziare - attraverso i tuoi microfoni - Antonio Iuliano che venne fino a Milano per chiudere l'operazione".

Un dirigente come "Totonno" Iuliano farebbe al caso di questo Napoli?

"Non lo so, il calcio è cambiato. Il Napoli ha una società importante, che sta facendo benissimo. Ha solo una pecca".

Quale?

"Io farei qualcosa di più nel settore giovanile, questo è l'unica lacuna della gestione De Laurentiis. Il bacino di Napoli e della Campania è ampissimo. Io andrei a potenziare il settore giovanile".

Sarri è il Maradona di questo Napoli?

"Ti posso dire che Sarri è un mio caro amico. Con lui è nata un'amicizia da tanti anni ormai. Il mister fece molto bene con l'Alessandria sfiorando la promozione in B, fu quasi un miracolo. Lo andai a trovare ad Empoli quando era in A e toccai con mano la tipologia del suo lavoro. In questo Maurizio è superiore a tutti. Nessuno è come lui, la differenza la fa la società: la Juve è superiore come numeri, i bianconeri hanno una capacità economica enorme. Sarri ed i suoi hanno già vinto lo Scudetto, stanno facendo un qualcosa di incredibile. Il gioco di Sarri è conosciuto ed apprezzato in tutta Europa. Spero che gli azzurri possano trionfare al termine della stagione. Faccio il tifo per il Napoli. Non sarà facile mantenere il primato, ma io ci spero!".

Perché Sarri è arrivato così tardi nel grande calcio?

"Perché in Italia c'è poca meritocrazia. Lui meritava di essere a certi livelli molto prima. In Italia se non hai un passato glorioso, fai fatica. Gattuso sta facendo benissimo, ma ha avuto la possibilità di dimostrare il suo valore come tecnico anche perché ha alle spalle una carriera importantissima da calciatore. Sarri non aveva un passato importante da giocatore. Sarri, poi, non indossa giacca e cravatta. In Italia, purtroppo, queste cose contano. C'è questa mentalità che a me non piace. Bravo De Laurentiis a fregarsene. Ti posso svelare un retroscena".

Dimmi pure

"Fui il primo a consigliare Berlusconi di prendere Sarri per il post Allegri al Milan. Te lo può confermare lo stesso Maurizio.  Il vizio del fumo, lesue idee politiche e la tuta, purtroppo, lo tennero lontano per un pò dal grande calcio. Quello che sta facendo Sarri con il Napoli è sotto gli occhi di tutti. Faccio un esempio su tutti: Koulibaly. Sarri lo ha trasformato, ora Kalidou è diventato uno dei migliori calciatori in circolazione".

Parliamo di te, dei tuoi progetti. Cosa faresti se ti arrivasse una telefonata dal Napoli?

"Ho frequentato il corso di Coverciano. Ora mi occupo dei giovani, del settore giovanile del Riccione. Mi hanno contattato in tanti, vedremo se ci sarà qualche novità nei prossimi mesi. Ti dico però che Napoli mi è rimasta nel mio cuore. Se ricevessi una telefonata da Aurelio De Laurentiis non esiterei un attimo ad accettare".

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