ESCLUSIVA - Cavani, il biografo: "Edi torna? Il suo sms dice tutto. Pazzia dei tifosi sul lungomare"

Scritto da Francesco Manno in Interviste13 GIU 2017 ORE 16:13

Scrittore e storico napoletano, Alessandro Iovino vanta una carriera di assoluto rispetto. Impossibile parlare compiutamente di tutte le sue opere, raccontare esaustivamente delle interviste realizzate ad alcuni dei personaggi più importanti del nostro tempo. A titolo di esempio, basti pensare alla prefazione curata da Giulio Andreotti nel suo libro "L'Apogeo di Stalin" L'ex senatore a vita della Repubblica, tuttavia, è solo uno dei tantissimi uomini politici, e non solo, che hanno apprezzato l'attività di Alessandro Iovino. Da Silvio Berlusconi a Bud Spencer, passando per Umberto Veronesi ed Edinson Cavani, il saggista italiano ha saputo farsi apprezzare per la sua grande professionalità e cultura. Alessandro Iovino ha rilasciato alcune dichiarazioni ad AreaNapoli.it presso la "All 4 Office". L'intervista è stata realizzata in collaborazione con Rosarione e Mariano Savarese.

"Per scrivere una pagina ne devi leggere almeno diecimila". Quanto ti riconosci in questo aforisma?

"Tantissimo. Potrebbe essere un'esagerazione, ma ritengo che prima di scrivere occorra leggere tanto, essere documentato, informato. Io ho la tendenza a comprare molti più libri di quelli che poi effettivamente leggo. Mia madre quasi ci costringeva a leggere. Dopo le prime sofferenze iniziali, io e mio fratello comprendemmo quanto era importante leggere. Dai 18 anni in poi mi sono cimentato nell'attività di scrittore, un lavoro che non finisce mai di sorprendermi".

Tra i tuoi libri, ce n'è uno dedicato a Edinson Cavani

Si intitola "Quello che ho nel cuore" ed è edito dalla Mondadori. Si tratta di una biografia. Tale volume ebbe una grande attenzione mediatica. Mi arrivavano messaggi da tutto il mondo. Fu un'esperienza totalizzante, coinvolgente. L'entusiasmo delle persone nei confronti dei calciatori è incredibile. Ricordo un episodio incredibile con il Matador...".

Siamo curiosi di conoscerlo...

"Eravamo sul lungomare di Napoli. I tifosi riconobbero Cavani e saltarono sopra il tetto della macchina. L'amore che il popolo napoletano nutre per il bomber è incredibile. L'attuale calciatore del Psg era un idolo indiscusso delle folle e io, recandomi anche a casa sua, ne ebbi chiara la percezione. Ho un grande rapporto con lui anche perchè i nostri rispettivi figli nacquero a poche settimane di distanza, sono amici e vanno anche nella stessa scuola".

Tu sei uomo di fede, sarai rimasto spiazzato dalla separazione di Edinson dalla moglie Soledad

"Si, non lo nego. La notizia mi sorprese. Quando conobbi Cavani, lui era veramente casa e stadio. Quando non era impegnato con gli allenamenti e le partire, tornava a casa e giocavamo con i nostri figli. Qualcosa sarà successo, ma sono questioni molto personali. Non voglio entrare in certe situazioni. Non condivisi la scelta di Edi, lo scrissi anche in un articolo sul quotidiano Il Mattino".

Ritieni abbia nostalgia di Napoli?

"A tal proposito ti posso svelare un retroscena che dice tutto sul suo amore per Napoli".

Prego

"Lui era al Psg da tre mesi. Fu molto carino con me, mi mandò un messaggio. Mi scrisse: 'Alessandro, quanto mi manca Napoli'. Lui adora la nostra città. Andò al Psg perchè ebbe un'offerta francamente irrinunciabile".

I tempi sono maturi per un suo ritorno a Napoli?

"Ho imparato che nel calcio, come nella politica, possa accadere davvero di tutto. Cavani ha manifestato la sua voglia di tornare. Il problema, però, non è legato al Matador, lui ha guadagnato tanto, potrebbe anche pensare di fare ritorno in Campania. La strategia di De Laurentiis, tuttavia, mi sembra chiara. Il presidente non ama le minestre riscaldate. Credo che la società non abbia interesse a prendere nuovamente Cavani".

Stai lavorando ad altri progetti editoriali?

"Sto lavorando ad un libro del tutto mio. Si tratta di una storia importante, ma al momento non posso offrire ulteriori dettagli. Provvederò ad informarvi quando uscirà...".

Sono reduce dalla presentazione del "Napoli Pizza Village" a Palazzo San Giacomo. Sai che tra i relatori, c'era anche il Sindaco di Napoli. Nel tuo libro "Demagogistris. Rivoluzione o folklore?" non fosti tenero con lui o sbaglio?

"Ottima domanda. Io scrissi questo libro dopo l'elezione di De Magistris come Sindaco di Napoli. Il primo cittadino mi rispose a tono. Io sollevavo delle critiche oggettive sull'operato di De Magistris. Devo essere onesto, però. Lui fu molto gentile con me, abbiamo avuto un rapporto cordiale. Lui si è fatto intervistare da me. Io resto lontano dalle sue idee politiche anche se ha fatto delle buone cose. De Magistris deve capire che Napoli non può essere isolata, lui spesso cerca lo scontro istituzionale".

Grazie Alessandro per la bella chiacchierata

"Grazie a voi, vi terrò informati su tutte le attività che mi vedranno protagonista, a cominciare proprio dalla uscita del mio libro".

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