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De Laurentiis: "Panchina più lunga e un numero maggiore di cambi. I voti? Sono cafoni"

22 maggio 2012 14:52, di Redazione - 1.096 visite

Aurelio De Laurentiis interviene ancora al convegno medico organizzato dal Napoli: "Insigne? Non lo so. Ho fatto otto anni di apprendistato e di studio. Ho rispettato il pensiero di tutti, ognuno di noi si fa una convinzione. Le mie impressioni sull'impresa calcio sono state centrate e credo di essere stato un precursore. In Europa cambieranno molte cose e sperano succedano pure in Italia. Nel nostro ambiente non esiste l'obiettività, ognuno parla in base alle proprie esperienze del passato. Io invece guardo sempre al futuro e spesso non trovo condivisibilità alle mie opinioni. La sfrontatezza di chi è più giovane si può inserire in un contesto che vive di obsolescenza. Sono passato da un carico numero di calciatori per venire dalla B alla A che poi mi ha pesato e mi ha portato a dire che serviva un organico più ridotto. Oggi dico che deve essere meno ridotto, ma bisogna che anche gli altri che lavorano con questa rosa sappiano imporre una determinata filosofia imposta dalla società. Sembra che debbano prevalere solo quelli non fanno il muso lungo. Insigne può andar bene, a patto che giochi. Bisogna avere più coraggio nei cambi, io avevo chiesto ad Abete una novità: vedo le facce dei giocatori che devono accomodarsi in tribuna. E' un aspetto diseducativo. Li vorrei tutti in panchina. Se si volesse fare meglio perchè - i giocatori che non sono impiegati non crescono - aumentiamo pure il numero di cambi. Poi quando c'è il campionato, una coppa europea e la Coppa Italia, i giocatori devono fare tre passi indietro e pensare all'utilità del gruppo e magari preservarsi per determinati appuntamenti e saltare alcune sfide. Bisogna anche rischiare in tal senso. Trovo una cafonaggine i voti dei giornali: non si conoscono alcune situazioni. Non siamo a scuola, a noi devono giudicarci soltanto i tifosi".

Fonte: Radio Marte

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