Agricola torna alla Juve. Crosetti durissimo: "Una scelta tra provocazione e sfida"

Scritto da Francesco Ragosta in Interviste18 GIU 2017 ORE 14:50

La scandalosa scelta della Juventus di assegnare il ruolo di direttore sanitario del JMedical al dottor Riccardo Agricola è passata quasi inosservata sui quotidiani in edicola. Uno dei pochi a commentare la decisione è stato Maurizio Crosetti sulle pagine del quotidiano La Repubblica. Molto duro l'articolo del giornalista che contesta, giustamente, la scelta dei bianconeri.

"In Italia lavorano circa 240 mila medici, ma uno soltanto era responsabile dello staff sanitario della Juventus al processo per doping, uno solo venne condannato a un anno e dieci mesi in primo grado (2002) per abuso di farmaci e somministrazione di specialità medicinali diverse da quelle dichiarate, assolto in appello (2005) e prescritto (non assolto) in Cassazione nel 2007. Ebbene, Riccardo Agricola diventerà il direttore sanitario dello JMedical, la struttura non appartenente alla Juventus, come ribadito ieri dal club, ma dalla Juventus controllata e a lei vicinissima. Agricola, 71 anni, rappresenta dunque il più clamoroso dei ritorni in bianconero e forse non il più opportuno. Perché ai giocatori juventini, giovani e sanissimi, venivano somministrati psicofarmaci? Perché il sangue di alcuni di loro era denso come marmellata? Sono alcune tra le molte domande che tre gradi di giudizio non hanno mai del tutto chiarito. Se poi la giustizia ha fatto i conti con i consueti tempi biblici, e se quell'ombra di prescrizione non si è mai davvero dissolta, era proprio il caso di insistere riproponendo il dottor Agricola? Una scelta ai limiti della provocazione o della sfida, non si capisce bene a chi. Oppure, semplicemente, la categoria dei medici sportivi negli ultimi dieci anni non ha prodotto nulla più di questa vec- chia gloria. (...) Si ha un bel dire che esiste un accanimento mediatico contro quella lunga stagione bianconera, tra legittimi trionfi sportivi, processi per doping, scudetti cancellati, schede telefoniche e retrocessione in B, ma è la stessa Juventus a non incoraggiare un oblio che in parte le gioverebbe. Poi, certo, il dottor Agricola non è il dottor Mengele, ma tra 240 mila medici forse si poteva scegliere diversamente".

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