ESCLUSIVA - Spogliatoio Juve spaccato in due, il Napoli lo ha "incollato". Retroscena Buffon

Scritto da Luca Cirillo in Campionato3 DIC 2017 ORE 15:39

Che la Juventus non vivesse un momento brillante, era chiaro a tutti. Che la squadra bianconera avesse meno certezze rispetto agli scorsi anni, pure. Ma non c’entra Bonucci, anzi. L’uscita di scena del centrale difensivo accasatosi al Milan, ha sì tolto qualche riferimento consolidato davanti a Buffon, ma ha anche spazzato via alcune frizioni all’interno dello spogliatoio e soprattutto ha dato ad alcuni calciatori, come Benatia e Rugani, la possibilità di avere più spazio e considerazione. Alcune criticità, tuttavia, nel gruppo juventino permangono. Secondo alcune voci di dentro, infatti, prima del match del San Paolo, Allegri aveva chiesto a tutti di compattarsi in questo primo snodo stagionale tra alta classifica e qualificazione agli ottavi di Champions.

Questo perché si sono create due “fazioni”: quella “satura” degli anziani senatori che ovviamente iniziano a sentire il peso degli anni e di un ciclo di successo che però non ha portato in bacheca la tanto sognata Champions, e quella dei giovani rampanti vogliosi – così come i neo-acquisti - di mettersi in mostra con maggiore continuità. E poi c’è quell’Alex Sandro irriconoscibile che forse avrebbe volentieri salutato per accasarsi al Chelsea. Infine, capitolo a parte, Mario Mandzukic, che si è stancato di sacrificarsi da esterno per lasciare campo libero a Higuain. “Acciuga”, però, da navigato timoniere del vascello torinese, è riuscito a mettere insieme i pezzi della ciurma ancora una volta puntando soprattutto sulla rivalsa del Pipita contro De Laurentiis. Ma anche contro i napoletani che non gli fanno mai mancare il fastidio dei fischi e dei cori. Lo stesso Buffon avrebbe caricato a pallettoni El Pipita: “Immagini se segni proprio tu, ancora una volta? Gonzalo, segna e falli impazzire”. Verosimile. E così è stato, infatti. Higuain segna e litiga con tutti: il pubblico, De Laurentiis, Insigne e Mertens. I napoletani, così, facendosi distrarre dalla visita di Salvini, da Gomorra e dalla mano fratturata dell’ex di turno (l’argentino traditore), hanno dato alla Juve la possibilità di “incollarsi” ancora una volta. Troppa convinzione in città prima della supersfida.

Crescere vuol dire anche restare caldi e concentrati, saper calcolare, pensare che un pareggio avrebbe fatto comunque comodo. E invece il mettere tutto sulla sfida tra estetica e pragmatismo ha fatto la differenza. Eccessiva frenesia nell’aggredire dal primo minuto che ha stranamente sfilacciato la squadra allungandola e favorendo il prevedibile catenaccio contropiedista juventino alla Paron Rocco. Sarri ora dice che il Napoli ha gli uomini contati. Ma era evidente alla fine del mercato, mica ora? Evidente per tutti. Tranne naturalmente per coloro sono “ottimisti cronici” o per quelli che… “Giaccherini ha esperienza”, “Ounas ha talento da vendere”, “Mario Rui se sta bene…”. Poi ci sono Strinic e Zapata, ma questa è un’altra storia ancora. Quasi una beffa se consideriamo gli infortuni capitati proprio agli omologhi Ghoulam e Milik. Sarri merita tanti applausi, ma nessuno è perfetto: sbaglia anche lui. Mertens in una recente intervista, prima del big-match contro la Juve, è stato il più lucido e sincero di tutti: “Il Napoli non ha né una rosa ampia né talenti incredibili. La Juve resta la più forte, noi stiamo facendo un piccolo miracolo. Ma siamo rimasti tutti perché sentiamo che quest’anno è possibile vincere”. La palla ora passa al club, gennaio è vicino: il tecnico ha fatto capire cosa serve, Mertens pure. Grassi e Regini non sono sul mercato questa volta. C’è ancora tanto spazio per sognare. De Laurentiis permettendo. 

Luca Cirillo