Analogie e differenze tattiche tra Mazzarri e Benitez

Uno dei punti cardini del gioco dello spagnolo e sicuramente la difesa a 4. Questo può sembrare un elemento di differenza sostanziale rispetto ai principi tattici di Mazzarri.
Uno dei punti cardini del gioco dello spagnolo e sicuramente la difesa a 4. Questo può sembrare un elemento di differenza sostanziale rispetto ai principi tattici di Mazzarri, forse lo è, ma soprattutto non è il più divergente. Infatti il Napoli ha giocato finora con una linea difensiva che di partenza era formata da 3 elementi, in realtà però il gioco di Mazzarri aveva (ed ha) una differenza sostanziale con le altre impostazioni a 3: le scalature. Infatti a turno l'esterno di centrocampo veniva a comporre una linea che nello svolgimento dell'azione diventava a 4, con lo scalare del centrale dal lato apposto in un ruolo da terzino. Esempio: Zuniga scala in copertura su un pallone dal suo lato, Britos protegge e va in marcatura alle spalle, Cannavaro segue Britos, Campagnaro fa da terzino chiudendo la diagonale. Naturalmente stesso esempio dal lato opposto. Ciò fa capire come mai alcuni centrali di ruolo hanno avuto difficoltà a coprire le zone sul centrodestra o sul centrosinistra, come Fernandez o Ruiz, e perchè alcuni esterni offensivi hanno avuto difficoltà a giocare con Mazzarri, come Datolo o Mannini. La differenza sostanziale a mio avviso non è tanto quindi nel numero, ma nell'impostazione. Mazzarri preferisce giocatori con attitudini di marcatori come Britos, Grava, Gamberini unitamente a giocatori in grado di scalare facilmente sull'esterno come Campagnaro, mentre centralmente Cannavaro va alla "ricerca" del pallone protetto dal restante terzetto e dalla posizione di Behrami. In fase di non possesso invece Benitez preferisce una linea a 4 con calciatori che hanno attitudini per il gioco a zona, che sappiano tenere la linea, che non si lascino "attrarre" dalla posizione dell'avversario abbandonando la propria. In fase di possesso inoltre Mazzarri utilizza spesso la soluzione del lancio di Cannavaro a saltare il centrocampo cercando Maggio, mentre Benitez preferisce una manovra ragionata che ha bisogno dei piedi buoni di tutto il pacchetto arretrato ma soprattutto del supporto del centrocampo alla manovra. E' proprio qui che risiede una differenza sostanziale tra i due: l'impostazione attiva del centrocampo. Con Mazzarri il centrocampo o è stato prettamente uno schermo protettivo della linea difensiva saltato con lancio lungo (Pazienza e Gargano), oppure sul finale di quest'anno ha utilizzato un unico schermo, Behrami, ma con due mezzali (Hamsik, Dzemaili) attivate dalla sponda di Maggio dopo lancio di Cannavaro o dalla sponda delle punte dopo verticalizzazione dalle retrovie. Benitez invece ha schierato un centrocampo con un giocatore di posizione con attitudini difensive (David Luiz) e un giocatore che nella fase di non possesso non va alla ricerca della palla ma che si posiziona sulle linee di passaggio, ma che diventa soprattutto utile in fase offensiva (Lampard) per attivare il quartetto offensivo. La manovra si sviluppava così nel Chelsea palla a terra già dalle retrovie utilizzando l'apporto del centrocampo per portare palla in attacco. Ultimo elemento è sulla posizione delle punte. E qui sia Mazzarri che Benitez hanno dato prova di grande duttilità, variando il posizionamento del pacchetto avanzato. Mazzarri quest'anno è passato dallo schieramento delle punte su tutto il fronte d'attacco (Hamsik-Lavezzi-Cavani), ad un schieramento verticale (Pandev dietro Cavani) con Hamsik arretrato. Il nuovo assetto del Napoli per metteva a Pandev di venire a prendere palla in zona centrale ed attivare in verticale gli esterni, Hamsik e soprattutto Cavani. Benitez ha schierato 3 mezzepunte dietro il vertice Torres puntando sul dinamismo del reparto offensivo, ma già in passato aveva dato modo di utilizzare punte con caratteristiche diverse adattandosi il gioco offensivo al proprio reparto avanzato.
A cura di Dino Pezzella






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