ESCLUSIVA - Verdi temporeggia: ha in mente Milano. La compagna, il papà e Mattia...

Scritto da Gianluca Vitale in Calciomercato10 GEN 2018 ORE 18:33

Il Napoli attende Simone Verdi e si cautela portando avanti i discorsi per Gerard Deulofeu. Lo spagnolo, ad oggi, rappresenta l'alternativa all'ex Empoli. L'esterno del Bologna è e resta la prima scelta dei partenopei, però prende tempo: convinto dei propri mezzi, Verdi è consapevole che a giugno potrebbe avere ancora più mercato. L'Inter è alla finestra: una meta molto gradita. La Juventus (dove ritroverebbe l'amico Mattia De Sciglio) un'ambizione. E, in cuor suo, Verdi pensa pure al Milan. Anche per questo, infatti, aspetta: vuole capire se esistano i margini per un ritorno in rossonero, un "rientro alla base" finalmente da protagonista, o, più in generale, quali siano le chance di un avvicinamento alla Lombardia. I motivi sono molteplici.

TRA RANCORE E RIMPIANTO - Cresciuto nelle giovanili del Milan, Verdi sente di non aver mai avuto realmente l'opportunità di difendere la maglia meneghina e portare in alto i colori a cui era legato da ragazzino. Se glielo chiedi, ti risponde che probabilmente è stata anche colpa sua ("Non ho dimostrato di essere da Milan"), ma di fatto era la vecchia dirigenza a credere poco nell'esplosione di un talento ambidestro come pochi in Europa. A soli undici anni, quando militava nell'Audax Travacò, Verdi sostenne un provino per Inter e Milan e scelse questi ultimi, per buona pace del padre, Roberto, grande tifoso. Da lì, ha seguito tutta la trafila "interna", fino ad arrivare agli Under-19. Solo due presenze in Prima Squadra, nella stagione 2009/2010, in Coppa Italia, subentrando peraltro a Gennaro Gattuso, oggi allenatore, contro l'Udinese. Nel 2011 la compartecipazione col Torino e, dal 2013, i prestiti alla Juve Stabia e all'Empoli di Maurizio Sarri. Nel 2015, Milan e Torino hanno fatto quasi a gara a non riscattarne il cartellino: i piemontesi mettendo in busta appena 200 mila euro, i lombardi assicurandoselo per la cifra esigua di 450 mila. Soltanto per girarlo all'Eibar, in Spagna, e infine cederlo al Bologna per appena 1,5 milioni, ma col 20% sulla futura rivendita, nel 2016. Col sennò di poi, non un grande affare. Nella sua infanzia, Verdi ha seguito la Juventus per ammirazione di Alex Del Piero, mentre del Milan apprezzava soprattutto Andriy Shevchenko, idolo anche di suo fratello. Per qualcuno, andare all'Inter sarebbe un po' come passare all'altra sponda, ma per Simone significherebbe soprattutto riavvicinarsi a Milano: ci sta riflettendo.

GLI AFFETTI CHIAMANO - Milano, dicevamo, a gennaio come a giugno, equivarrebbe a riavvicinarsi ai genitori (Verdi è di Travacò Siccomario, colline pavesi: papà Roberto e mamma Simona sono ancora in zona) e al fratello Mattia, anch'egli con trascorsi da calciatore, che vive e lavora a Pavia come personal trainer, col quale Simone condivide ogni momento buono, comprese le vacanze. Persino in questi giorni è con lui (insieme alla fidanzata Federica) a Dubai. Mattia, come accennato, proprio come il padre, è da sempre un tifoso del Milan. E con Simone ha un gran rapporto, molto stretto: al punto che, nel 2017, si è laureato in Scienze Motorie con una tesi dal titolo "Aspetti tattici, tecnici, fisici e psicologici di un giocatore moderno: Simone Verdi". Milano, inoltre, sarebbe destinazione promossa anche da Laura, la compagna del calciatore del Bologna: in Emilia lavora come responsabile marketing per l'azienda di famiglia, una multinazionale nel campo della medicina e della riabilitazione sportiva che ha due sedi anche nel capoluogo lombardo. La più vicina a Napoli, invece, sarebbe quella di Roma. Laura, ad ogni modo, sosterrà Simone a prescindere dalla sua scelta. E lo stesso farà il padre, che sa che l'ultima parola spetta ormai solo al figlio.

I MARGINI DI TRATTATIVA - Il Napoli è in pressing su Verdi da settimane e gli ha imposto un "dentro o fuori": entro questo week end, infatti, vuole una risposta definitiva, altrimenti virerà altrove. Sul piano professionale, ritrovare Maurizio Sarri gli farebbe piacere, ma, al tempo stesso, Verdi sa che, quando si parla del tecnico azzurro, è difficile immaginare di scalzare i titolari: e Lorenzo Insigne, Dries Mertens e Josè Callejon sono dei "titolarissimi". Il diesse Cristiano Giuntoli, in costante contatto con l'entourage dell'esterno e la dirigenza del Bologna, ha provato a rincuorare il ragazzo, però non può dargli garanzie che solo al mister spetta concedere. Le riserve verranno sciolte entro lunedì: nel fine settimana Verdi tornerà in Italia e discuterà col suo agente. Sul piano economico, Aurelio De Laurentiis sarebbe pronto ad assicurargli un ricco contratto quinquennale da 1,5 milioni a stagione più bonus. Per acquistare il cartellino, invece, servono circa 25 milioni: le società hanno un accordo da 20 più 5. L'Inter è sullo sfondo e si "mangia le mani": in estate Verdi poteva essere preso per un quarto. Il Milan non affonda il colpo e, per ora, si limita a nicchiare. I buoni rapporti tra Marco Fassone e Riccardo Bigon, oltre a quelli con l'agente, possono facilitare i colloqui; i rossoneri, tuttavia, non hanno disponibilità al momento, diverso potrebbe essere per giugno: discorso eventualmente rimandato. Dalla loro, c'è il fattore percentuale: 20% sulla rivendita si può tradurre in uno sconto di 5 milioni. Intanto, Milan e Inter, proprio come il Napoli, parlano anche col manager di Deulofeu...

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